Noi, deputati e senatori contrari alla guerraNoi, deputati e senatori contrari ad un attacco armato all'Iraq, rivolgiamo un appello a tutti i rappresentanti del popolo che siedono in Parlamento: fermiamo la macchina di questa guerra. Noi non vediamo il collegamento con la indispensabile lotta al terrorismo internazionale, che costituisce una minaccia per l'umanità. Noi temiamo piuttosto il piano inclinato di uno scontro tra civiltà, destinato ad alimentare il fondamentalismo islamico e a rendere sempre più ingovernabile il mondo. Noi avvertiamo i rischi immanenti per la sicurezza del nostro e di ogni altro Paese, in particolare quelli dell'area del Mediterraneo. Ora molte contrarietà e dubbi, tra gli Stati membri delle Nazioni Unite e dello stesso Consiglio di sicurezza, sembrano contrastare le certezze di un conflitto inevitabile. Siamo convinti che le Nazioni Unite debbano agire in piena autonomia e non subire l'imposizione di una risoluzione che accolga il principio della "guerra preventiva", contrastante con la loro Carta fondativa.
Per questo i nostri sforzi vogliono essere orientati:
Sono queste le posizioni che sosterremmo nel Parlamento e nel paese, riaffermando il valore e l'efficacia, nell'era della globalizzazione, dell'art. 11 della Costituzione Italiana. Noi non voteremo per la guerra all'Iraq. Roma, 17 ottobre 2002 Questo appello per il NO alla guerra preventiva contro l'Iraq è stato sottoscritto, ad oggi, da 130 tra deputati e senatori del centrosinistra, tra cui l'On. Antonio Rusconi | ||||||||||||
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