Due o tre cose sulle primariedi Battista Bonfanti Non vi è dubbio che l’evento più eclatante di questo autunno politico sia costituito dal risultato delle elezioni “primarie” celebrate dal centro-sinistra. Impressionante nelle forme e nella dimensione è stata l’adesione dei cittadini all’iniziativa: le code fuori dai seggi erano vere come vera è stata la serietà dello svolgimento dell’operazione di voto. Fin qui possiamo – almeno noi del centro-sinistra – essere tutti d’accordo. Diverse invece possono essere le conclusioni da trarre da una vicenda per la quale non esistono precedenti con cui raffrontarsi. Le stesse “primarie” pugliesi si sono svolte in un contesto e con una tempistica affatto diversi. Qualcuno ha accostato l’evento al milione e mezzo di lavoratori che il sindacato di Cofferati portò in piazza ai tempi delle minaccia all’art.18 dello statuto dei lavoratori. Il confronto ha qualche elemento in più di somiglianza a partire dal decisivo supporto organizzativo offerto in un caso dal sindacato, nell’altro dai partiti. A ben guardare l’esito delle primarie è il trionfo della macchina organizzativa dei partiti, o meglio dei tre partiti che se ne sono fatti carico: DS, Margherita e Rifondazione Comunista. E’ perciò paradossale che tanti commentatori e anche alcuni leaders politici abbiano subito tradotto l’esito delle primarie in un invito ai partiti a fare un passo indietro! Lo spirito anti-partito che allinea dentro la politica italiana è talmente pervicace da sfiorare il ridicolo. Un altro equivoco riguarda la domanda di unità che gli elettori hanno espresso con il loro voto. Effettivamente, tra la gente in fila fuori dai seggi il tema della necessità di essere uniti era il predominante, ma una volta entrati nel seggio ognuno ha poi votato il proprio candidato. Il fatto che il risultato dei candidati sia stato più o meno in linea con le percentuali dei rispettivi partiti testimonia che l’unità invocata non è quel prodotto tipo Plasmon che si pretenderebbe, ma unità nella diversità e nel pluralismo. Gli elettori di questo ottobre hanno in definitiva confermato a Prodi la guida del centro-sinistra che i partiti già gli avevano affidato con il compito di fare sintesi del pluralismo politico che lo caratterizza. Oltre a questo le primarie hanno anche confermato che il popolo del centro-sinistra è pronto ed è capace di grande impegno e che adesso è possibile che si aggreghino spezzoni importanti di elettorato del centro-destra deluso dall’esperienza berlusconiana. E vi sembra poco? Battista Bonfanti - Coordinatore regionale della Margherita lombarda - 21 0ttobre 2005 | ||||||||||||
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