La legge sui sottotetti è (forse) in arrivo - I pro e i contro del PdL della Giuntadi Giuseppe Adamoli “Come dobbiamo comportarci con i sottotetti da recuperare?” Sono moltissimi gli amministratori comunali, i cittadini, gli operatori del settore che ci tempestano di telefonate di questo tipo. Il che è del tutto comprensibile e giustificato. La maggioranza di centrodestra ( o gran parte di essa con in testa FI) dopo la bocciatura dell’art. 63 sui sottotetti della Legge regionale 12 approvata il mese di marzo 2005, aveva fatto campagna elettorale promettendo che dopo le elezioni avrebbe ripresentato e approvato “tale quale” l’articolo respinto, “già prima della pausa estiva”. Nulla di tutto ciò è avvenuto. Il Progetto di Legge, approvato dalla Giunta su iniziativa del nuovo Assessore (Lega Nord) è ancora in Commissione e il suo esame sta facendo emergere atteggiamenti differenti da parte degli stessi partiti di maggioranza. Questo PdL contiene modificazioni significative e migliorative rispetto al testo bocciato dal Consiglio Regionale, come la possibilità dei Comuni di escludere anche in futuro determinate parti del territorio dall’applicazione della legge, l’esame di impatto paesistico in moltissimi casi, i parcheggi di pertinenza degli alloggi recuperati. Si tratta di modificazioni suggerite da emendamenti che io stesso avevo presentato sia in Commissione che in Consiglio. Tutto bene dunque? La risposta è no, almeno per il momento. La novità più rilevante del progetto di legge è che si possono recuperare, come noi avevamo richiesto, soltanto i sottotetti realmente esistenti o assentiti sulla base di permessi di costruire presentati entro il 31 marzo 2005. Vengono però poi previste tali e tante eccezioni da rendere tale norma un colabrodo inaccettabile. La nostra posizione è chiara. La legge deve dare a tutti un quadro di certezze. Bisogna smetterla con la finzione dei sottotetti che vengono “recuperati” a cantiere ancora aperto, il che significa semplicemente un bonus volumetrico non previsto negli strumenti urbanistici. Tutte le deroghe previste debbono quindi sparire perché assolutamente ingovernabili. Come si capisce bene è difficile fare previsioni sia sui contenuti che sulla data di approvazione della legge, che potrebbe essere il prossimo gennaio. Una cosa è certa, noi ci stiamo muovendo con la consapevolezza che la decisione è urgente e che ulteriori ritardi sarebbero colpevoli e irresponsabili. Ci sono poi altre questioni aperte relative all’attuazione della legge 12/2005 sul governo del territorio. Il nuovo Assessore afferma che vuole cambiarla in alcune sue parti. Noi che avevamo votato contro siamo ansiosi di capire bene che cosa vuol fare, ma alle parole devono seguire subito i fatti. Lasciare i Comuni nell’incertezza è un pericolo che bisogna assolutamente evitare. Milano 30 novembre 2005. | ||||||||||||
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