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referendum costituzionale 2006
Il candidato-presidente alla provincia Virginio Brivio si presenta
La candidatura
La coalizione di centrosinistra, composta da Ds, Margherita,
Sdi, Repubblicani Europei, Alleanza Popolare, Verdi, Lista Di Pietro,
Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, ha deciso di puntare su di me come
candidato alla presidenza della Provincia. Ho accettato questo incarico con
entusiasmo e molta carica. E' evidente che nella coalizione ci sono
sottolineature diverse. Ma la condivisione del programma è totale. Io credo al
valore della ricchezza che viene dal confronto anche con forze minori sul piano
elettorale ma portatrici di uno sguardo specifico su alcune problematiche. Il
fatto che siamo riusciti ad aggregare, penso possa piacere agli elettori. Ci
siamo assunti con entusiasmo questa responsabilità di sintetizzare e di
proporci come forza unitaria. Credo che i lecchesi possano apprezzare questa
nostra decisione.
Le priorità programmatiche
Occorre perseguire uno sviluppo equilibrato del territorio, concretizzando le
scelte previste nel Piano territoriale di coordinamento provinciale, tramite un
forte coordinamento con i Comuni. All'interno del piano va affrontato il tema
delle sofferenze infrastrutturali del territorio raccordandosi con Regione e
Anas per l'attuazione delle grandi scelte in materia viabilistica sia nella
direttrice Nord-Sud (arterie provinciali e Pedegronda) sia in quella Est-Ovest (Malpensa
e collegamenti con Bergamo e Brescia). Il tutto senza trascurare lo sviluppo del
trasporto su ferro e su gomma. Questo territorio merita di avere di più. Ma
sugli interventi infrastrutturali occorre evitare promesse e illusioni. Le
risposte non sono di breve periodo: nessuno può vendere certezze! Serve un
lavoro lungo e coordinato, capace di attivare intese e di ottenere quanto serve,
in primis un collegamento veloce con la Malpensa. Ma oltre alle strade abbiamo
bisogno anche di altri tipi di infrastrutture per restare competitivi come
territorio. Penso al cablaggio e alla fibra ottica, ma anche a tutto quanto
concerne la formazione, l'università, la ricerca.
Una seconda priorità è data dall'attuazione del piano del turismo, anche
alla luce della recente legge che assegna un ruolo specifico alle Province.
Occorre promuovere il distretto turistico interprovinciale intorno al Lago e
valorizzare il nostro patrimonio, unendo anche tutto quanto ruota intorno alla
montagna ed al lago. Lecco è un territorio che deve scommettere con maggiore
convinzione sulle proprie risorse naturali, culturali, artistiche. E' una
ricchezza da utilizzare anche per offrire nuove possibilità di lavoro per i
nostri giovani.
Terzo punto fondamentale è il decentramento dell'edilizia scolastica media
superiore nei circondari (Merate, Casatenovo, Calolziocorte, Oggiono, Colico)
per evitare il pendolarismo degli studenti e facilitare l'accesso
all'istruzione.
Considero doveroso impegnarmi per il recupero di un rapporto virtuoso tra
servizi sanitari e territorio. E' necessario sostenere i Comuni nella scelta e
nell'avvio dei nuovi organismi di gestione dei servizi sociali di loro
competenza, perseguendo in Provincia un'omogeneità di livelli e una equilibrata
distribuzione dei servizi in un settore così delicato. Penso in particolare ai
piani di intervento a favore degli anziani non autosufficienti, dei disabili
adulti, dei malati di mente.
E' indispensabile poi, sotto il profilo del metodo, un dialogo mirato,
qualificante e continuo con i Comuni del territorio e gli Enti locali,
rilanciando anche il ruolo dei circondari. La Provincia ha il dovere di
raccordare queste realtà e di contribuire alla loro valorizzazione e sviluppo.
Non escludo l'apertura di sedi decentrate degli uffici provinciali, soprattutto
nel Meratese dove esiste già la positiva esperienza del Centro per l'impiego,
previa verifica delle condizioni di fattibilità. Penso a una struttura che
abbia come minimo in partenza un ufficio di relazioni con il pubblico, il
Protocollo, un punto di incontro e dialogo dei cittadini, delle imprese e dei
servizi con gli Uffici provinciali.
Ritengo, inoltre, fondamentale continuare nel lavoro teso all'integrazione
tra le diverse risorse presenti nel mondo del volontariato. Occorre ricercare il
dialogo, il confronto, la collaborazione con le organizzazioni di solidarietà,
che oltre a erogare prestazioni, promuovono una cultura del servizio e
favoriscono la partecipazione dei cittadini. E bene non dimenticarlo: le
persone, spesso, oltre ai bisogno sanitari e sociali, esprimono una domanda di
relazione e di aiuto, per uscire da contesti di solitudine.
Infine penso che sia necessario instaurare un rapporto strutturato e
continuativo con le associazioni imprenditoriali e i sindacati con l'obiettivo
di dare vita a una sorta di cabina di regia riconosciuta dal territorio per
avere un monitoraggio esauriente sullo stato del Lecchese, per intervenire in
modo da favorire le attività produttive sul territorio, di qualsiasi natura
siano, per sostenere i lavoratori e le loro famiglie, per promuovere un dialogo
sempre maggiore con il mondo della formazione e della ricerca.
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