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PD

Formigoni ha stancato, con queste elezioni si avvia il cambiamento
In Regione occorre dare più voce e forza a Lecco e alla Brianza

Intervista a Carlo Spreafico, candidato della lista Uniti nell'Ulivo per le elezioni Regionali del 3 e 4 aprile prossimi

1) Quest’intervista affronta il tema delle prospettive del centrosinistra a Lecco e provincia. Secondo lei qual’ è lo “stato di salute” del centrosinistra a Lecco? La vittoria alle provinciali della scorsa primavera è il segno di una tendenza positiva durevole o è stata dovuta solo alle divisioni tra Polo e Lega?

Il Paese sta cambiando, è già cambiato molto più di quanto i sondaggi ci dicono. Basta stare in mezzo alla gente frequentare i luoghi dove ci sono relazioni umane per capirlo. Vengo da un ambiente quello sindacale e della Cisl, dove si vive di contatti umani, dove parli ogni giorno con decine spesso centinaia di persone.

Stanno aumentando malcontento, desiderio di cambiamento. La gente è stufa sia di chi fa troppa pubblicità e conclude poco come Berlusconi sia di chi fa solo propaganda di partito come Bossi. E’ iniziato in sostanza un nuovo ciclo della politica.

2) In questo contesto, come vede le prossime elezioni regionali? E in prospettiva le comunali di Lecco del 2006?

Anche a livello regionale si vive questo clima di sovraesposizione mediatica del Presidente Formigoni con fastidio crescente. La gente tra l’altro si chiede: ma chi paga tutta quella pubblicità? Con queste elezioni si avvia comunque il cambiamento. Formigoni per non essere considerato perdente ha bisogno di ottenere almeno l’1% in più di cinque anni fa. Escludo che ci riesca e i suoi alleati lo sanno. Per Lecco 2006 saranno decisive queste regionali, penso che noi otterremo un ottimo risultato.

3) Lei sarà candidato dell’ Ulivo alle prossime elezioni regionali. Quali pensa siano le questioni programmatiche più importanti e che andrebbero affrontate con più urgenza nella nostra Regione?

Conosco molto bene il territorio. Avere fatto il Segretario generale della Cisl per sette anni mi ha messo a contatto con tutti i principali problemi e protagonisti del sistema Lecco. Sono in Giunta della Camera di Commercio dove siedono tutte le associazioni di categoria. Userò tutta questa esperienza per sostenere i nostri problemi territoriali nei confronti della Regione. Occorre dare più voce e forza al sistema Lecco in Regione. I temi sono sempre gli stessi perché le soluzioni mancano. Credo che occorra dare una attenzione particolare alla Brianza che ha visto uno sviluppo industriale enorme senza vedere aumentare la sua dotazione di infrastrutture.

4) Secondo lei quali strumenti organizzativi, quali forme partecipative sono le più adatte per il centrosinistra in questa fase? È meglio un progetto unitario o che ciascun partito mantenga la propria visibilità?

Credo che il problema delle forme organizzative dei partiti e della politica dipendano dai sistemi elettorali. Noi ne abbiamo uno imperfetto e poco adatto alla nostra cultura che non accetta l’idea di due poli troppo rigidamente organizzati. La Fed. Uniti nell’Ulivo con Prodi leader è un mezzo per affrontare questa fase, l’obiettivo dell’unione per competere da vincenti è condiviso dall’elettorato. Una federazione consente di avvicinarsi per gradi ad altri obiettivi di unità più ambiziosi rispettando il pluralismo interno, le storie e le identità.

5) E lei in che modo si collocherà nel prossimo Consiglio Regionale? Sarà un Consigliere di UNITI NELL’ ULIVO o farà riferimento solo al suo partito di appartenenza?

Penso che l’argomento sia prematuro, in ogni caso decideremo insieme nella coalizione. L’impegno per la Margherita in ogni caso non è contraddittorio con quello di Uniti nell’Ulivo. La Margherita porta un progetto, non è un incidente della storia.

6) Che tipo di rapporti dovrebbero esserci secondo lei con il centrodestra? Di dialogo e di confronto programmatico o di radicale contrapposizione?

Bisogna esprimere una cultura di governo anche e soprattutto quando si è rappresentanti di un territorio dove il centrosinistra governa da sempre. I problemi vanno risolti con quelli che ci stanno. Credo decisivo un rapporto con i consiglieri delle Province vicine perché abbiamo problemi comuni, basti pensare al collegamento con Malpensa e al raddoppio della Carnate-Lecco o la polo intermodale e fieristico. Dobbiamo abituarci a lavorare con la futura provincia di Monza che avrà cinque consiglieri.

7) Secondo lei quali sono i motivi per cui a Lecco e provincia il dibattito politico pubblico all’ interno del centrosinistra è finora mancato? Cosa occorre fare a suo parere per rilanciarlo?

Non mi pare che manchi il dibattito nel centrosinistra, forse mancano le polemiche di cui invece il centrodestra è stato protagonista in questi mesi. Ma questo è un pregio per il centrosinistra.


Intervista raccolta da Giorgio Radaelli e pubblicata su www.progettodemocratico.net


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