Proposta di appelloNoi, membri del Parlamento Nazionale della Repubblica Italiana, stato democratico, repubblicano, laico e pluralista che riconosce come fondamentale la libertà religiosa individuale e comunitaria, riteniamo che la pace religiosa ed ideologica tra i cittadini cattolici, cristiani, ebrei, mussulmani e laici che credono nei valori tradizionali, agnostici e laicisti sia un bene prezioso per l’Italia e un elemento essenziale alla sua unità civile e ad un dibattito politico rispettoso e sereno . Il Paese, il Parlamento ed il Governo si trovano ad affrontare questioni che implicano valutazioni religiose e morali interessando grandi valori etici naturali e non soltanto di morale religiosa. Per lungo tempo il nostro Paese ha sofferto per un contrasto ideologico e religioso, causato da una contrapposizione tra cattolici e laicisti, e per un lungo periodo di predominio politico, culturale e sociale dell’anticlericalismo elevato ad etica di Stato, determinato anche da dolorosi errori della Chiesa Cattolica, con le sue condanne del cattolicesimo liberale e del sistema di libertà civili e politiche proprio del modello di Stato costituzionale affermatosi nel secolo XIX, fatti che hanno perfino oscurato per un tempo non breve il carattere unitario civile e religioso dell’unificazione nazionale con il Risorgimento, che vide impegnati cattolici, laicisti ed anticlericali da Cavour a Cesare Balbo, da Gioberti a Cattaneo, da Garibaldi a Crispi, da Rosmini a Tommaseo e Capponi, confermato dall’unità nazionale nella Guerra di Liberazione e nella Resistenza. Il problema di fonte al quale si trovano oggi il Paese, le forze politiche, il Governo e la stessa massima rappresentanza nazionale è quello che di fronte alla trattazione e alle decisioni che le forze politiche, la maggioranza e l’opposizione, il Parlamento, ed il Governo, anche a livello internazionale ed europeo, dovranno assumere in relazione alle così dette materie eticamente sensibili, si evitino nel Parlamento e nel Paese “guerre di religione” tra credenti e laici che credono nei valori tradizionali della cultura cristiana e dell’ordine naturale, classicamente inteso, da una parte ed agnostici e laicisti dall’altra parte. Il problema è stato posto con drammatica attualità dalla posizione assunta a nome del Governo italiano dal ministro dell’Università e Ricerca onorevole Fabio Mussi, che ha mutato in sede di Unione Europea la posizione già assunta dall’Italia, insieme agli altri paesi del “gruppo di blocco”: Austria, Germania, allora governata dal governo “rosso-verde” del Cancelliere Schröder - Nazione memore delle criminali sperimentazioni della scienza nazista -, Polonia, Malta e Slovacchia, in sostegno alla dichiarazione etica in materia di ricerca sulle cellule staminali e sulla sperimentazione sull’embrione umano. La Repubblica italiana è uno Stato laico, ed è certo competenza del Parlamento approvare le leggi ed al Governo proporle, così come esprimere la posizione del Paese nelle sedi internazionali e comunitarie, senza intromissioni di altri soggetti, chiese e confessioni religiose comprese. Ma in uno Stato nel quale vige la libertà religiosa dei cittadini e la libertà dei soggetti ecclesiali e religiosi, quale è il nostro, nonché nel diritto internazionale ecclesiastico, non costituiscono certo “inframmettenze” le dichiarazioni della chiesa e delle confessioni religiose e le loro direttive nell’ambito dei propri ordinamenti a coloro che ad esse appartengono, anche in materie soggette alle decisioni dei parlamenti e dei governi civili; ed è poi certo sempre garantita la libertà dei cittadini, compresi i membri del Parlamento, di conformare le proprie decisioni ai propri sistemi di valori ed alla propria coscienza, anche nella libera obbedienza all’insegnamento ed alle direttive delle chiese e delle comunità religiose cui essi appartengano. Il pluralismo proprio dello Stato laico e democratico non può certo significare la “fondazione” alla base di esso di una “eticità statale laicista”, di fronte alla quale dovrebbero cedere i diritti di libertà religiosa e di pensiero ed il primato della coscienza individuale. Al fine di evitare “guerre di religione”, ed anche strumentalizzazioni politiche di parte dei valori religiosi ed etici, siamo qui a proporre da democratici e da laici che nelle materie “eticamente sensibili”: eventuale tutela giuridica dei diritti, prerogative e facoltà delle persone che, anche non eterosessuali che vivono in unioni di fatto e forme di essa, ricerca scientifica sulle cellule staminali, ricerca su gli embrioni umani, forme e modi di assistenza alla procreazione, disciplina ulteriore del divorzio e dell’aborto “et similia”, formuliamo l’auspicio e rivolgiamo un appello a che il Governo della Repubblica, quale governo di tutti gli italiani, si astenga dal formulare proposte o prendere iniziative, e si rimetta interamente al Parlamento, “sovrano legale” dello Stato repubblicano; che le coalizioni ed i partiti che le formano, della maggioranza e dell’opposizione, salvo il loro diritto di prendere iniziative e di formulare proposte, si astengano da obbligare con vincolo di disciplina ad una adesione ad esse, anche in sede di eventuali votazioni parlamentari, i propri appartenenti; e che dopo un sereno e costruttivo confronto, sia rispettata e garantita, anche nei confronti di soluzioni che ne siano eventualmente frutto, sempre e comunque, anche sotto il profilo della disciplina di gruppo, piena libertà di voto ai propri parlamentari senza vincoli di partito e di coalizione. Per l’Italia, per la Repubblica, per la Libertà! Roma, 14 Giugno 2006 | |||||||||||
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