Riflessioni a partire dal manifesto del Partito Democratico
Ci impegniamo noi, e non gli altri (don P. Mazzolari).
Nei mesi di maggio e giugno 2007, come “Gruppo Giovani della Margherita
Lecchese”, abbiamo promosso alcuni incontri di approfondimento e confronto
sul Partito Democratico. Insieme abbiamo letto e discusso il “Manifesto del
Partito Democratico”.
Premesso e chiarito che condividiamo il percorso, nato più di dieci anni fa
con l’ULIVO, vorremmo essere una “voce critica interna”.
Nel Manifesto abbiamo trovato “di tutto, di più”, valori e riflessioni
condivisibili, riflessioni molto generali e un po’ generiche … ma, alla fine
della lettura, la frase unanime è stata “e quindi?”. Noi giovani vogliamo e
abbiamo bisogno di concretezza e di scelte coraggiose, indicando con chiarezza
le priorità.
Facciamo alcune esemplificazioni:
- nel Manifesto si dice: “rappresentanza minima del 40% per
ciascuno dei due generi”; e ancora: “periodico ricambio, giovani” … ma il
primo atto della fase costituente (e cioè il “Comitato promotore nazionale”)
vede in Enrico Letta (quarantunenne) il più giovane dei 45 membri; l’età
media supera i 56 anni; le donne sono il 35%. Se questo è l’inizio … !
Inoltre, si dovrebbe avere il coraggio di prevedere un massimo di due
mandati per i Parlamentari;
- nel Manifesto c’è un passaggio molto importante sull’urgenza di una
nuova legge elettorale per il Parlamento nazionale, vi sono anche
delle indicazioni concrete … ma, a nostro avviso, è mancato il coraggio di
una indicazione chiara.
È tempo di decidere. Ci aspettiamo, entro il 14 ottobre, un disegno di legge
a firma dei parlamentari del futuro PD che proponga una nuova legge
elettorale che garantisca la governabilità, riducendo sensibilmente il
numero dei parlamentari e dei partiti, garantendo il legame con i territori
e la scelta dei candidati.
Un’altra priorità riteniamo che debba essere la semplificazione
legislativa e amministrativa;
- in tema di giustizia e lagalità c’è quanto di più generico si
poteva scrivere. Perché? C’è bisogno di tanta chiarezza e concretezza
(soprattutto in questo periodo post indulto). In campagna elettorale,
invece, molto si era detto e promesso: in molti hanno creduto nel
Centrosinistra proprio perché si avvertivano i segni e le condizioni per una
svolta, dopo gli anni bui del Governo Berlusconi.
Vorremmo il coraggio di atti concreti e “scontati”, come: certezza della
pena e abolizione della “prescrizione dei termini”. Occorre irrobustire la
“cultura della legalità”;
- Mass media … siamo molto preoccupati dell’utilizzo che viene
fatto di questi mezzi. Quale messaggio viene dato oggi dalla Televisione e
dalla TV pubblica in particolare? Quale cultura si sta diffondendo? I
giovani che messaggi ricevono, che mondo vedono, che sogni alimentano? Serve
una svolta seria e coraggiosa, a partire dai programmi informativi e di
inchiesta;
- indichiamo due priorità per il Partito Democratico e, di conseguenza,
per il Governo Prodi:
- la comunicazione: riteniamo che questo sia il punto più
debole e critico. Non si è capaci di far emergere il positivo (ad
esempio la “Finanziaria 2007”) ma solo di far vedere il negativo.
E poi, quanta confusione: basti pensare al tanto nominato “tesoretto” …
trascinato per mesi e mesi, cifre che continuano a cambiare, annunci e
controannunci, priorità che si modificano in continuazione; e così un
tema molto positivo per le Casse dello Stato e per le tasche delle
famiglie, è diventato un aspetto di fatto negativo nel sentire comune,
un elemento di confusione e divisione.
Un altro esempio è quello dell’indulto: lo sapete che per il “cittadino
comune” l’indulto è stato fatto dal Governo Prodi? Inoltre, non è stato
mai adeguatamente spiegato; e così non è stato capito e accolto.
Inoltre, è importante una comunicazione efficace per far cogliere il
senso e il perché del Partito democratico … perché il rischio è che la
gente pensi che è stato fatto solo per il consenso e per “contare di
più”;
- l’unità: diciamo con grande forza: basta! Basta con tutti
questi conflitti, tensioni, divisioni, minacce e ricatti (tra i tanti -
troppi - Ministri, tra i tanti Leader dei tanti - troppi - Partiti del
Centrosinistra).
Si litighi pure, ci si confronti pure … ma che venga fatto nel chiuso
delle stanze di partito o all’interno del Consiglio dei Ministri: ma
fuori di lì, al Paese, deve essere dato un messaggio di unità e
decisionalità.
C’è un programma, c’è un leader. Solo un Governo coeso farà più forte il
Partito Democratico, e viceversa.
Serve unità, coesione, compattezza. Serve la forza di prendere
DECISIONI, serve il coraggio di indicare PRIORITÀ (lavoro, giovani
coppie, anziani non autosufficienti, povertà …) e di perseguirle con
coerenza.
Sono poche e semplici idee; in realtà le troviamo banali… non si
capisce !?
Crediamo nell’Ulivo e crediamo nel percorso verso il Partito
Democratico. Ma sia chiaro: il clima di questi mesi ha fatto scemare
l’entusiasmo anche nei più convinti.
Auspichiamo una svolta concreta.
Non vogliamo tornare indietro. Non vogliamo che il Paese venga riconsegnato
al Centrodestra. Abbiamo bisogno di un soggetto forte, unito e unificante: di un
partito nuovo e di protagonisti nuovi.
Senza personalizzazioni e personalismi, con al centro i valori e i programmi,
con una contaminazione di tradizioni e storie.
In questo percorso un ruolo rilevante e una funzione particolare la possono
avere i GIOVANI e le DONNE.
Per una politica nuova, nella discontinuità, guardando al futuro, con
passione e creatività.
Con stima e amicizia,
il “Gruppo Giovani della Margherita della provincia di Lecco”
I giovani di Margherita e DS si
mobilitano per il partito democratico
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