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Deficit ambientale e avanzo di amministrazione

La recente approvazione in Consiglio Comunale dell’ultimo bilancio consuntivo ha messo in evidenza come buona parte del consistente avanzo di bilancio (6,8 milioni di Euro) sia determinato dalla cancellazione completa dell’investimento previsto negli scorsi anni per l’adeguamento e l’ampliamento del depuratore (2,5 milioni, gli altri 3,5 erano già stati stornati precedentemente), quasi che il problema del trattamento adeguato degli scarichi della città non sussista più.

Eppure sulla necessità di dotare la città di un depuratore adeguato non vi sono dubbi; basta leggere un documento ufficiale dell’Amministrazione Comunale predisposto per il processo di agenda 21: il Piano Ambientale della Città di Lecco agosto 2000 - rapporto sullo stato dell’ambiente – cap. 3, per rendersene conto.

Detto ciò, appare allora evidente che la cancellazione dell’impegno assunto per la ristrutturazione del depuratore non risponde agli interessi della città e del territorio, se si ha a cuore la qualità della vita, delle acque, dell’ambiente e, in ultima analisi, della salute di noi tutti. Lo storno dei fondi assume il significato inequivocabile di rimando del problema alla futura amministrazione che si insedierà nel 2006.

Peraltro, la giustificazione addotta per l’abbandono del progetto di ampliamento (il primo incarico al progettista risale al 1994!), è tutt’altro che convincente: la costruzione a Calolziocorte di un nuovo impianto.

Infatti, l’ipotizzata realizzazione a Calolziocorte di un nuovo depuratore che possa servire Lecco, Calolziocorte e la Valle S.Martino, è tutta da verificare poiché a tutt’oggi non vi è un progetto, non vi è ancora l’assenso dell’Autorità di bacino, non vi sono finanziamenti, è stato realizzato soltanto uno studio di fattibilità.

Non è quindi da escludere che l’ipotesi cada e buon senso vorrebbe che il Comune sia pronto a partire immediatamente con l’adeguamento del depuratore esistente; ma se le risorse finanziarie sono state spese diversamente per finanziare opere meno urgenti ma più visibili quali il lifting all’edificio di piazza XX settembre come potrà intervenire? Sei milioni di euro non si trovano dalla sera alla mattina!

Per contro, anche nell’eventualità di realizzare l’impianto a Calolzio (soluzione più idonea dal punto di vista strettamente ambientale) i 6 milioni di Euro impegnati allo scopo e poi stornati sarebbero venuti buoni, poiché è illusorio pensare che altri paghino il nostro depuratore!

Un’azienda privata o una famiglia , quando devono fare un investimento importante, cominciano per tempo a prevedere gli opportuni accantonamenti, non a spendere le scarse risorse disponibili in cose non indispensabili.

La città, il territorio, l’ambiente richiedono una soluzione urgente del problema e non basta certo prevedere nel bilancio 2006 il solo collettamento delle acque reflue per risolverlo.

Non è possibile rimandare la soluzione di anno in anno: già i dieci trascorsi sono troppi e se il Comune di Lecco vuole essere coerente con il processo di Agenda 21 attivato, deve prevedere tempi brevi. Fatte le opportune verifiche, piuttosto che correre il rischio di far passare altri dieci anni (dieci anni di inquinamento delle acque), vale la pena riprendere in mano l’adeguamento dell’impianto esistente. Ovviamente, cominciando a destinare allo scopo l’avanzo di amministrazione 2003.

Bruno Manzini – Capogruppo Margherita

Lecco, 9 agosto 2004


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