Un bilancio finalizzato all'interesse generale o alla visibilità del Sindaco?Intervento del capogruppo in Consiglio Comunale Per valutare correttamente il bilancio di previsione è necessario tracciare – sia pure a grandi linee - il quadro della finanza pubblica in cui trova collocazione. L’esame degli indicatori finanziari presenti nella Relazione tecnica consentono di fare una prima considerazione: l’autonomia finanziaria dell’Ente si è andata ancor più consolidando raggiungendo il 93,33% nel 2004 contro il 69,20% del 2001. Il grado di autonomia tributaria ha fatto registrare il 68,22% contro il 50,45% del 2001. Cosa significano questi dati? Essenzialmente una cosa: i trasferimenti erariali (di Stato e Regione) sono ormai ridotti al lumicino, come conferma l’indicatore 2004 del grado di dipendenza erariale: 2,48% contro il 22,17% del 2001, anno in cui si è insediato al ministero dell’economia il grande fautore della finanza creativa, ministro di un governo capace di grandi annunci verbali ma incapace di azioni coerenti, anzi, abile soltanto a ribaltare su province e comuni i problemi creati da una gestione della politica economico-finanziaria di basso profilo. Il Governo annuncia la riduzione delle tasse, ma il cittadino lecchese subisce una pressione tributaria pro capite da parte del Comune (sono sempre i dati della Relazione tecnica 2004) di Euro 641,37 contro i 417,10 euro del 2001, oltre il 50% in più. Non male come risultato! Alla faccia della riduzione delle tasse! Tuttavia, sono consapevole che un aumento della pressione fiscale, determinato anche dall’incremento delle aliquote ICI operato lo scorso esercizio, sia in parte inevitabile. Mi aspetterei però dagli amministratori che siedono sugli scranni della Giunta qualche parola chiara sulle difficoltà procurate dalla politica governativa, non dei silenzi conniventi. Anche se la maggioranza di Lecco è la fotocopia di quella di Roma un minimo di coraggio (vi è comunque una distinzione di ruoli fra governo e comune) potrebbe favorire il cambio di rotta di una politica che obbliga i Comuni ad aumentare le tasse o a tagliare i servizi. Partendo da questo dato di base, voglio fare alcune considerazioni sulle spese dicendo innanzitutto che debbono essere oculate, valutate con attenzione in base alle reali esigenze della città, non rispondenti a logiche di altro tipo, legittime, ma non conformi all’interesse generale o al bene comune, se preferite, in tempi di carenza di risorse finanziarie. Per gli investimenti sono previsti nel 2004 17,3 milioni di euro dei quali oltre sei provenienti dalla cancellazione di un investimento già deliberato negli scorsi anni (1996-1998): la ristrutturazione del depuratore comunale. Altri 520000 euro sono previsti per l’acquisizione di aree per edilizia popolare., ma da dieci anni a questa parte non vengono mai spesi perché non vi è un piano che ne consenta l’acquisizione. Questa modalità di redazione del bilancio fa intravedere un impegno consistente: in realtà le risorse disponibili per investimenti ammontano a poco più di dieci milioni di euro, considerando che sei milioni erano già impegnati per il depuratore e che i 520 mila euro per le aree non avranno alcun seguito, salvo un reale cambiamento della politica per la casa. Stando così le cose, a noi sembra inopportuno che vengano previsti ben 3,5 milioni per la ristrutturazione dell’edificio di p.zza XX settembre, finanziandola in buona parte con la devoluzione del mutuo già acceso per la ristrutturazione del depuratore comunale. La cancellazione dell’impegno assunto per la ristrutturazione del depuratore non risponde agli interessi della città e del territorio. A nostro avviso non trova giustificazione l’abbandono di questa soluzione del problema, in mancanza di un’alternativa concreta. L’ampliamento del depuratore di Calolziocorte è tutt’altro che certo, visto e considerato che non vi è ancora l’assenso dell’Autorità di bacino e il progetto preliminare non è ancora stato redatto. Fra l’altro, l’inserimento nel piano delle opere pubbliche e nel bilancio 2006 del collettamento acque reflue all’impianto di Calolziocorte è stato fatto sulla base dello studio di fattibilità e non del progetto preliminare. Tutto ciò la dice lunga sulla concretezza e sui tempi dell’ipotesi Calolziocorte. La città, il territorio, l’ambiente, la qualità della vita richiedono una soluzione urgente del problema: non è possibile rimandarlo di anno in anno. Già i quindici trascorsi sono troppi e se vogliamo essere seri e coerenti con il processo di Agenda 21 attivato, non possiamo più rimandarlo. Qualora l’ipotesi Calolzio cadesse, dobbiamo essere in grado di partire immediatamente con la ristrutturazione dell’attuale depuratore. Per questo è necessario che i 6 milioni di Euro impegnati rimangano a ciò destinati; ma anche qualora venisse confermata l’ipotesi Calolzio gli impegni esistenti dovrebbero essere confermati, perché non sarà certamente il Comune di Calolzio che ci pagherà il depuratore e nemmeno l’ATO. Un’azienda privata o una famiglia, quando devono fare un investimento importante, cominciano a prevedere gli opportuni accantonamenti, non a spendere le scarse risorse disponibili in cose non indispensabili. L’acqua è un elemento indispensabile per la qualità della vita: il “palazzo delle paure” e la piscina scoperta no. Possono venir realizzati anche nei prossimi anni, senza nuocere alla qualità della vita. Capisco che in termini di consenso elettorale sono più importanti queste opere perché si vedono, mentre le sostanze chimiche che finiscono nel lago di Garlate, no. Ma l’interesse generale che ispira la scelta delle priorità sappiamo tutti qual è. Ecco perché abbiamo presentato un emendamento in proposito. Qualche altra considerazione la voglio fare sul piano opere pubbliche. Diversi interventi sono finanziati con alienazioni (ostello della gioventù, riqualificazione piazze rioni, acquisizione immobile museale in collaborazione con la Provincia, manutenzione straordinaria verde pubblico, ecc.) ma gli immobili da alienare sono più o meno gli stessi indicati nel precedente bilancio di previsione. Questa volta il Comune sarà in grado di procedere all’alienazione o ci troveremo lo slittamento di tali interventi nel prossimo piano delle OO.PP.? La manutenzione straordinaria del verde, ad esempio, è urgente: vi sono parchi come quello di Villa Guzzi che attendono da anni di essere aperti al pubblico. Altrettanto urgenti sono gli interventi nei rioni, trascurati da molti anni. Illustro brevemente anche gli altri emendamenti ai programmi: Programma 3 Servizi Generali pag. 69 punto 3.4.1 Decentramento Aggiungere dopo la parole “…per espletare le proprie attività” le seguenti frasi: “Si procederà alla riforma del decentramento rivedendo le competenze assegnate ai Consigli di zona con particolare riferimento alle manutenzioni delle strutture situate nell’ambito di competenza. Saranno previste risorse finanziarie certe parametrate a dati oggettivi quali il gettito di imposte comunali, sulla base delle quali verrà chiesto a ciascun Consiglio di Zona di redigere un programma di interventi da sottoporre all’Amministrazione Comunale entro il mese di ottobre, pena lo storno delle risorse assegnate”. Programma 7 Conservazione e sviluppo del patrimonio pag. 96 punto 3.4.3 finalità da conseguire aggiungere dopo le parole “L’attuazione del programma è indirizzata essenzialmente” il seguente punto: “al reperimento ed acquisizione di aree e/o immobili da assegnare all’Aler e/o cooperative per la realizzazione di interventi di edilizia popolare convenzionata/agevolata. A tal fine verrà redatto idoneo piano di zona.” Programma 9 Promozione culturale pag. 111 punto 3.4.1 “descrizione del programma” aggiungere ai punti esistenti: “Luoghi manzoniani – Si procederà alla valorizzazione dei luoghi manzoniani mediante convenzioni con privati, interventi di manutenzione, dotazione di servizi supplementari che rendano effettivamente fruibili i luoghi ai numerosi turisti e alle scolaresche”. Programma 11 Progettazione e controllo opere pubbliche pag. 128 punto 3.4.1 aggiungere ai punti previsti nella descrizione del programma i seguenti: “Nel 2004 Si procederà ad assumere idoneo bando o provvedimento atto a rendere fattibile la realizzazione dei parcheggi interrati dell’area ex-serpentino e di p.zza Mazzini previsti per il 2005 e 2006 con project financing”. “Nel 2004 si procederà a verificare con le ferrovie la realizzazione del prolungamento sino a via Balicco del sottopasso esistente, considerata l’urgenza di disporre dell’accesso da più direzioni alla stazione ferroviaria e si darà seguito agli opportuni provvedimenti che favoriscano la realizzazione dell’opera nel più breve tempo.” Bruno Manzini Lecco, 29 gennaio 2004 | ||||||||||
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