Margherita lecchese online  
home

circolo della città di Lecco

appuntamenti link cerca

Depuratore: meno strategie e più concretezza

Lo scorso aprile il Consiglio Comunale ha approvato il Piano di Azione Comunale, un documento che sintetizza il lavoro svolto dal processo di Agenda 21, con la finalità di perseguire uno sviluppo sostenibile della città nel 21° secolo.

Già nel 2000 era stato redatto il rapporto sullo stato dell’ambiente a Lecco e su uno specifico aspetto come quello della depurazione delle acque si ribadiva la necessità di un ampliamento e adeguamento in modo da contemplare la rimozione di azoto, fosforo e sostanze organiche a lenta biodegradabilità.

Il nuovo documento fissa fra gli obiettivi “garantire la qualità delle acque e l’equilibrio del bilancio idrico” e quale strategia la definizione della “soluzione relativa all’impianto di depurazione dell’area urbana di Lecco tra l’alternativa di un potenziamento di quello esistente e la realizzazione di uno nuovo in Comune di Calolziocorte”.

In quella sede, non abbiamo fatto a meno di rilevare che, a cinque anni di distanza dal precedente rapporto, ci sembrava un po’ poco fissare quale strategia (sic!) la necessità di scegliere la collocazione fra Lecco e Calolzio. Il dilemma era noto da tempo ma era altrettanto noto che non era mai stato redatto uno straccio di progetto e tantomeno nessuna autorizzazione dell’autorità di bacino competente era mai stata rilasciata.

Per di più la Giunta comunale aveva dato la netta sensazione di non avere in carico il problema del depuratore allorquando decise di sottrarre i 6 milioni di Euro già impegnati allo scopo destinandoli al finanziamento di altre opere sicuramente meno urgenti quale la ristrutturazione del “Palazzo delle paure”. La giustificazione della Giunta fu tutt’altro che credibile: dissero che quando sarebbe stato il momento avrebbero stanziato i soldi necessari alla realizzazione dimenticandosi di precisare dove avrebbero trovato i 6 milioni sottratti. Anche chi non è maligno si è subito chiesto perché sono stati dirottati i fondi del depuratore e non quelli – ad esempio – della passerella sopra la ferrovia, altra opera ben visibile (se riusciranno a realizzarla!) ma certamente non prioritaria o addirittura superflua.

Orbene: sono trascorsi undici anni dal primo progetto di ampliamento del depuratore e altri sei mesi sono passati dalla definizione della “strategia” per garantire la qualità delle acque ma nessuna decisione è stata ancora assunta.

La Giunta comunale zitta zitta si paga le multe comminatele per l’inquinamento delle acque e tira a campare. Ormai mancano pochi mesi alla fine del mandato amministrativo: perché diventar matti per un annoso “problemino” di inquinamento che non vede nessuno quando rende di più sistemare una piazza o un edificio che tutti vedono quando passano? Vuoi mettere il ritorno d’immagine? E poi, essendo in scadenza, bisogna preoccuparsi di lasciare qualcosa da fare anche alla prossima amministrazione!

Lecco, 6 ottobre 2005

Bruno Manzini


home appuntamenti comunicati documenti circoli dibattito link contatti sommario

note tecniche

Accessi dal 12 agosto 2002: