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Elezione del Presidente del Consiglio Comunale di Lecco: la maggioranza consiliare di centro-destra si spacca

La conclusione anticipata del Consiglio Comunale del 4 febbraio per la mancanza del numero legale – determinata dalla decisione dei capogruppo di Lega e Forza Italia di abbandonare l’aula – evidenzia una concezione discutibile della democrazia da parte di tali esponenti, per nulla rispettosa dell’autonomia e della dignità del Consiglio Comunale che, vale la pena ricordarlo, rappresenta l’intera Comunità cittadina e non solo una parte politica.

Come hanno dimostrato i fatti, la candidatura imposta dai dirigenti della Casa della Libertà non era per nulla condivisa dagli stessi consiglieri comunali del medesimo schieramento, prova ne sia che, allorquando bastava la maggioranza di 21 consiglieri, la candidata ufficiale non è stata eletta.

Pur di non rinunciare alle loro assurde pretese di imporre a tutti i costi la loro volontà, hanno preferito abbandonare un’aula che li vedeva soccombenti, assumendosi la responsabilità di impedire al Consiglio Comunale, nella propria autonomia, di dotarsi del Presidente.

Un’ulteriore dimostrazione della concezione "possessiva" delle Istituzioni è stata fornita allorquando non hanno nemmeno voluto ascoltare le valutazioni e le proposte dei consiglieri della minoranza iscritti a parlare, impedendone l’intervento con l’anticipata conclusione dell’adunanza.

A questi signori va rammentato l’art 16 dello Statuto del Comune di Lecco che recita: "ogni consigliere rappresenta l’intera comunità locale ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato, con piena libertà di opinione e di voto".

Sempre che non venga loro negato!

Bruno Manzini - capogruppo Margherita

Lecco, 5 febbraio 2003


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