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Nei rioni i piccoli negozi stanno chiudendo: cosa fa il Comune?

Nel Consiglio Comunale del 17 maggio la maggioranza ha dato il via libera alla realizzazione di un nuovo supermercato alimentare di 1300 mq. nell’edificio in costruzione in corso Carlo Alberto (piano Ventina), approvando il trasferimento e ampliamento da circa 400 a 1300 mq. di un esercizio situato in rione di Castello.

A nostro avviso l’operazione influirà negativamente sulla struttura commerciale della nostra città, caratterizzata da molti esercizi di media e grande distribuzione e da una moria continua di piccoli esercizi alimentari. Le rilevazioni effettuate nel 2000 dicono infatti che su un totale di 26400 mq. di superficie di vendita, la media e grande distribuzione ne dispone ben 17660 mq. mentre gli esercizi di vicinato soltanto 8765 mq., ulteriormente diminuiti in questi ultimi anni.

La preoccupazione non è soltanto nostra o degli anziani che si vendono chiudere uno dietro l’altro i negozi di prima necessità situati nei rioni, ma dello stesso piano commerciale adottato dal Comune nel 2000. Infatti all’art. 2.2 della “Programmazione dello Sviluppo Commerciale Cittadino” concernente le medie strutture di vendita del settore alimentare, non è previsto nessun nuovo esercizio. Queste le motivazioni:

“Nuovi insediamenti di medie strutture creerebbero situazioni di ulteriore squilibrio nel sistema distributivo del settore alimentare e comporterebbero un maggior indebolimento del già precario comparto tradizionale dei piccoli negozi, aggravando inevitabilmente il processo di chiusura delle unità di vendita locali periferiche. Le zone territoriali periferiche della città, infatti, soffrono già da tempo la progressiva carenza dei servizi commerciali di vicinato che procura, sempre più spesso, disagi alla popolazione residente nei rioni per l’approvvigionamento dei generi di prima necessità e, in particolare, ai cittadini più anziani i quali incontrano difficoltà logistiche per gli acquisti effettuati presso gli esercizi commerciali con medie e grandi superfici di vendita.”

Se tali motivazioni sono vere, la Giunta e la maggioranza non possono nascondersi dietro l’aspetto formale della deliberazione assunta per giustificare la decisione. E’ vero, il trasferimento e ampliamento dell’autorizzazione commerciale è fattibile, ma ciò stride vistosamente con lo spirito della normativa richiamata: il trasferimento non è l’apertura di un nuovo esercizio, ma nella sostanza lo diviene poiché il negozio che ha chiuso non raggiungeva i 400 mq. (poco più di un esercizio di vicinato), mentre quello che aprirà avrà una superficie complessiva di 1300 mq.

Sotto l’aspetto commerciale è un atto dovuto, ma dal punto di vista urbanistico l’assenso non è automatico perché la monetizzazione di 1652 mq. di standard, in luogo della realizzazione effettiva di parcheggi e strutture pubbliche, è una scelta discrezionale dell’Amministrazione Comunale, per altro discutibile se applicata a nuovi insediamenti.

Infatti, la realizzazione di nuovi insediamenti dovrebbero essere l’occasione per migliorare la dotazione di parcheggi e di pubbliche strutture, non per aggravarla, in particolare nel rione di Pescarenico.

L’Amministrazione tragga almeno spunto da questa vicenda per apportare le opportune modifiche alle norme della programmazione commerciale al fine di evitare che eventuali altri “atti dovuti” smentiscano clamorosamente le scelte attuate della Programmazione dello Sviluppo Commerciale Cittadino. Basterebbe limitare la possibilità di trasferimento e ampliamento all’interno dell’area di competenza del Consiglio di Zona di competenza.

Bruno Manzini – Capogruppo Margherita

Lecco, 21/5/05


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