Margherita lecchese online  
home

circolo della città di Lecco

appuntamenti link cerca

La riorganizzazione dei sevizi pubblici locali: serve un salto culturale

Il dibattito sulle società pubbliche di servizio in corso, merita di essere ampliato perché la riorganizzazione dei servizi di pubblica utilità rappresenta un obiettivo importantissimo per la crescita di un territorio e del nostro in particolare.

Non è un caso infatti che in buona parte del nostro Paese e in province confinanti con la nostra si stia verificando una frenetica attività di fusione delle varie aziende pubbliche (ex municipalizzate), per ricercare quella dimensione ottimale per il perseguimento della propria “mission”. E’ notizia di questi giorni che, nella vicina provincia di Monza, tre aziende pubbliche del settore gas metano si sono fuse per superare i problemi di nanismo che le rendevano inadeguate e non competitive in termini industriali.

Anche per Lecco e il suo territorio non vi è dubbio che la strada da percorrere per offrire ai cittadini e alle imprese servizi di qualità a costi adeguati, sia quella di perseguire la creazione di una holding a cui facciano capo tutte le aziende pubbliche dei settori energia, smaltimento e riciclaggio rifiuti, gestione del ciclo integrato delle acque, informatizzazione della pubblica amministrazione.

Le motivazioni sono illustrate in modo chiaro e sintetico dall’intervento di Guido Puccio sull'ultimo numero del Giornale di Lecco e sono assolutamente condivisibili; temo però che il percorso per arrivare a questo obiettivo sia ancora lungo e irto di ostacoli, non tanto per le obiettive difficoltà a mettere insieme realtà diverse cresciute e consolidatesi nel corso degli anni, ma per la fatica a convincere sindaci e amministratori comunali a fare un salto di qualità in termini culturali.

La concezione statica – ad esempio - che l’acquedotto è una competenza del Comune e qualora venga “sottratta” venga sminuito in qualche modo il ruolo del sindaco, è ancora largamente diffusa; come pure largamente diffusa è la convinzione che, siccome il Comune ha fatto investimenti nel settore, il conferimento della gestione ad una società pubblica equivalga a “regalare” risorse ad altri.

In tale panorama vi è anche chi teorizza che i servizi pubblici a valenza industriale debbano essere gestiti esclusivamente da privati, per evitare intrallazzi, mangerie e abusi di ogni tipo, nonostante che la realtà delle aziende locali, prima consorzi e poi spa, dimostrino l’esatto contrario.

Ecco perché ritengo opportuno l’apertura di un ampio dibattito. Il nostro territorio deve complessivamente effettuare un salto culturale e vedere la questione dei servizi a rete in termini di efficienza, efficacia ed economicità. Gli amministratori comunali devono abituarsi a concepire i servizi anche sotto l’aspetto economico e industriale e conseguentemente valutarne la riorganizzazione. I cittadini chiedono un servizio efficiente e a costi adeguati, non un qualsiasi servizio.

Detto ciò, a mio avviso, il primo passo da compiere operativamente è quello di pervenire alla fusione delle diverse aziende di settore presenti sul territorio, creando la dimensione ottimale o quantomeno più adeguata ad un serio processo di riorganizzazione in termini industriali. Immediatamente dopo si potrà pervenire alla holding.

Il vecchio adagio “fare il passo secondo la gamba” credo si possa applicare anche in questa occasione, visto e considerato che per un settore importante come acqua e depurazione non si sia ancora raggiunto l’obiettivo di fondere le maggiori aziende del territorio, nonostante gli sforzi di questi ultimi anni.

Bruno Manzini – Capogruppo Margherita

28 ottobre 2005


home appuntamenti comunicati documenti circoli dibattito link contatti sommario

note tecniche

Accessi dal 12 agosto 2002: