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Trasporti e mobilità delle persone a Lecco: occorre pensare in grande

Puntualmente, ogni tanto, si rinnova il cosiddetto dibattito sul servizio di trasporto a Lecco. L’ultima esca l’ha lanciata l’Assessore provinciale ai Trasporti, Fumagalli, proponendo il pedaggio a chi entra in città (una via di mezzo tra il dazio e l’accisa). A quella provocazione si sono avute, anche giustamente, molte reazioni, in primis quella del Comune. Il principale difetto della proposta Fumagalli è che non affronta il problema globalmente ma si limita sostanzialmente a presumere che attraverso la “gabella” si risolvano i tanti aspetti del servizio (anzi, disservizio) del trasporto a Lecco. E così di nuovo se ne parla, meglio di niente. Sulla stampa abbiamo rivisto analisi e appelli. Lo stesso Assessore provinciale Fumagalli reinterviene rielencando una serie di disfunzioni e lo stato pietoso della stazione ferroviaria di Lecco, poi l’Assessore comunale Chirico fa una lunga intervista che è un misto tra lo sconsolato e l’impotente. Si avverte una chiara inadeguatezza che si riaffaccia e presenta le cose in modo ripetitivo; loro, che sono i poteri, e che non riescono ad affrontare la situazione perché sfuggono dalla complessività del problema: nella “progettazione” degli obiettivi e negli strumenti per affrontarlo. In questo panorama c’è anche un intervento puntiglioso di Pierfranco Mastalli che, in verità, non sembra di uno che ha avuto per anni in Provincia, la stessa responsabilità di Fumagalli. Tentiamo di farlo, anche se l’assillo della sintesi potrebbe rivoltarsi contro di noi.

Anzitutto, qualche principio a cui ispirarsi, indispensabile per poi tentare la risposta concreta.

  1. Una città capoluogo, anche se piccola, ha il dovere di “ragionare in grande” e non perdersi nell’angustia del “particulare”.
  2. Nella nostra città ci sono risorse finanziarie tali da considerarsi alibi per non affrontare i problemi anche con tecniche finanziarie moderne, per chi sostiene l’opposto.
  3. Il capoluogo, che offre molti servizi alla provincia (solo quelli scolastici sono una mole e lo saranno ancor più con l’Università), ne deve andare orgoglioso, non subire il fenomeno; e allora dovendolo “governare” avrà il dovere, ad esempio, di battersi perché gli utenti dei mezzi di trasporto non siano trattati come “carne da macello” (com’è oggi!).
  4. In una città riempita (e riempienda) di palazzoni e di supermercati, c’è il rovescio dell’impoverimento degli antichi centri dei rioni, con abitanti sempre più nel disagio se i poteri non operano per un riscatto che ha almeno due aspetti: ricuperare un po’ di vita riattando ad abitazioni tutti i locali vuoti che oggi immiseriscono quei luoghi e, anche, rendere comoda per anziani e indigenti la possibilità di spostarsi verso quei servizi ormai spariti, “rubati” loro dalla civiltà.
  5. Si deve assumere con la dovuta lucidità, la condizione negativa che l’automobile è ormai la vera padrona della città: quando si muove e quando si ferma. E il fenomeno va contrastato perché, altro principio da assumere, il problema chiamato trasporto è il problema di assicurare a tutti di potersi muovere nelle migliori condizioni: sia a chi “sale” su un mezzo, privato o pubblico che sia, ma anche chi va a piedi.

Qualche proposta (non nuova) e relativi effetti benefici:

  • Si deve pensare a un trasporto urbano che non sia “in parallelo” con l’automobile (stessa coda, stesso fumo, stessi ritardi), e in più che sia “accessibile”, che vuol dire anche l’accesso a anziani, signore, nonne e nonni con bimbi, persone diversamente abili, ma anche puntualità e sicurezza.
  • “La Margherita” di Lecco da tempo propone alla città di redigere uno studio di fattibilità per una tramvia moderna: puntuale, efficiente, comoda, ecologica. In molte località d’Italia e all’estero si stanno installando tramvie. Se realizzabile, sarebbe la vera leva per tenere lontane le auto da chi “va a piedi” nel centro città e nei centri dei rioni. Questa proposta fu inizialmente inserita nel recente programma elettorale dell’Unione, ma finì per essere stemperata in un generico auspicio. Non basta. E’ vero o no che con qualche migliaio in meno di auto alle costole o sui marciapiedi anche i nostri polmoni ci guadagnerebbero? (A proposito, c’è chi dubita che quanto a rilevazioni di polveri sottili a Lecco non ce la contino giusta).
  • I parcheggi. All’esterno del centro della città e dei rioni bisogna far funzionare i parcheggi esistenti e istituirne di nuovi (si può), senza i salassi, possibili quando l’offerta è scarsa.
  • Affrontare il problema della nuova stazione del treno (e degli autobus) è altro aspetto del pensare in grande, perché una simile realizzazione (l’ipotesi è sul sedime ferroviario lambente Piazza Sassi e comprendente la piazza stessa) darebbe risultati veramente in grande: avvicinare le quotidiane maree di viaggiatori studenti, sul treno e sugli autobus, all’Università e agli Istituti superiori, con percorsi pedonali protetti; garantire la “intermodalità”, coi parcheggi in zona Balicco, ai moltissimi pendolari auto + treno; abbinare le due stazioni treno più autobus con i servizi per entrambe; vincere con una soluzione razionale l’antico ostacolo che divide la città col fascio dei binari.
  • E’ necessario affrontare questi grandi temi con la grinta e la determinazione necessarie; la dimensione lo esige, non vale baloccarsi su “minuterie” tipo chi farà il Presidente di Lineelecco, e nemmeno sul “pannicello caldo” del bucare il passaggio della stazione su via Balicco (forse, a farlo, qualcosa nei brevi tempi risolverebbe, ma finora lo si è realizzato solo con i discorsi), e nemmeno vale più pensare all’enorme spendita per la cosiddetta passerella, opera che non risponde ad alcun beneficio d’insieme, ma sarebbe solo un costoso e brutto particolare.

In conclusione: non sarà che la gente di Lecco invece che tutte queste litanie si aspetti che Comune e Provincia, dichiarino le loro intenzioni, di larghi orizzonti, e soprattutto dichiarino di impegnarsi e battersi, insieme, per vincere quegli ostacoli che vanno enumerando?

 

Umberto Cogliati - “La Margherita” cittadina;

Bruno Manzini - Consigliere comunale de “La Margherita”

19 luglio 2006


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