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ASL di Lecco: un cambio che stupisce e inquieta

L'edizione lecchese de "LA PROVINCIA" di oggi riprende, in un articolo, le indiscrezioni che da più giorni circolavano inerenti la possibile non riconferma dei Direttori Sanitario e Sociale, quali dirigenti collaboratori del nuovo Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Locale.

In particolare l'eventuale mancata riconferma del Direttore Sociale Dr. Guido Agostoni stupisce ed inquieta; stupisce perché avviene a pochi giorni da un'attestazione di stima e professionalità ricevuta da parte del Direttore Generale, evidenziata in risposta ad un invito a garantire una continuità nelle collaborazioni professionali formulata dal Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, che aveva espresso all'unanimità tale richiesta: inquieta perché non si capisce la logica di questi cambiamenti: da più parti, non ultimo il rapporto di mandato sui cinque anni di attività dell' ASL di Lecco presentato lo scorso 13 dicembre alla Sala Ticozzi dall'allora Commissario Straordinario Del Missier in cui si era riconosciuta la qualità del rapporto che il Dipartimento ASSI aveva saputo coltivare con gli Enti Locali, le Case di Riposo e i diversi soggetti che concorrono a gestire i servizi al confine tra sanità ed assistenza.

"Non é a caso, ci veniva detto, che l'ASL di Lecco è stata scelta per ospitare sperimentazioni significative: il lavoro comune ed innovativo dei medici di base, i vaucher socio-sanitari, la carta SISS e, non ultimo, è una delle poche realtà regionali che ha saputo far convergere le diverse realtà degli Enti Locali in occasione dell'elaborazione dei Piani di Zona attuativi della legge di riforma dell'assistenza".

Curiosa (e deplorevole!) situazione quella dell'ASL: mentre non si risparmiano elogi alla capacità d'innovazione e alla collaborazione si cambia l'intero vertice, senza nemmeno sentire l'esigenza, non dico di condividere, ma almeno di ascoltare, confrontarsi, argomentare con gli Enti Locali su una scelta, quella della Dirigenza Sociale, che é nodale nei rapporti tra sanità e assistenza. 

Ma tant'é, questo non é forse che l'antipasto del federalismo che ci aspetta: direttori dimezzati che non rispondono alla Regione per obiettivi condivisi, ma attuatori di un disegno che li vede, a questo punto, poco più che comparse, che addirittura nella nomina dei più diretti collaboratori trovano, e speriamo non cerchino, indicazioni dalla diverse forze e anime politiche della maggioranza regionale e locale.

Il tutto alla faccia di una legge regionale, la n.31 del 1997 che aveva attribuito ai Direttori, certamente legati per vincolo di mandato alla Regione, una autonomia gestionale da verificare sulla base dei risultati ottenuti.

Il territorio, le sue espressioni istituzionali, in particolare il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, sono i grandi assenti nelle decisioni che vengono assunte in questi giorni che non riguardano, è bene precisarlo, una o più persone ma la filosofia ed i principi di un rapporto tra azienda sanitaria e comunità locali.

C'é da riflettere, o meglio, c'é da tirare le conseguenze del caso perché la distanza tra principi enunciati dalla Regione Lombardia e prassi concrete sta diventando sempre più insostenibile, magari ridiscutendo le deleghe dei Comuni della Provincia di Lecco nei confronti dell'ASL.

L'auspicio è che gli Enti Locali del territorio sappiano ritrovare quel protagonismo diretto che, al di là delle diverse appartenenze politiche, è una risorsa comune del nostro territorio, rispetto a scelte che appaiono solo il frutto della peggiore lottizzazione politica. 

Lecco, 21/1/2003


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