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Rusconi: "Il centrodestra vuole smantellare la sanità"

Un decreto legge che mette a rischio la tenuta del sistema sanitario. Il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi, prende posizione in modo netto contro le ultime mosse del governo Berlusconi: "Condivido in pieno la posizione espressa da Rosy Bindi nel suo intervento alla Camera: sulla sanità il governo ha perso la fiducia dei cittadini italiani. In meno di una settimana il governo ha chiesto la fiducia su due questioni cruciali: prima le pensioni e ora la sanità. In entrambi i casi siamo di fronte a un bluff: la riforma delle pensioni entrerà in vigore nel 2008 e il decreto sanità finirà stritolato dalla già annunciata opposizione delle regioni. Perché questo azzardo? I telegiornali annunceranno la fine del rapporto esclusivo per i medici del servizio sanitario nazionale e i portavoce di palazzo Chigi diranno che le promesse della campagna elettorale sono state mantenute. A giugno si vota, poi si vedrà...". La verità per Rusconi è chiara: "Non ci sono i soldi per onorare gli impegni contrattuali, mancano i fondi per gli investimenti, le liste d'attesa si prolungano, a breve gli esami e le visite specialistiche si faranno solo nel privato. Si moltiplicheranno i viaggi della speranza dal Sud al Nord. Si continua a insistere nel volere cancellare la riforma sanitaria, difesa in questi mesi da una compatta mobilitazione dei camici bianchi". E aggiunge: "Il ministro ha compiuto un atto di furbizia approfittando della legislazione d'urgenza per mettere a segno alcune misure clientelari". Il Governo punta ad abolire le liste di attesa. Ma la realtà sarà un'altra: "Le liste di attesa non ci saranno più perché non ci saranno più medici che effettueranno visite negli ospedali pubblici, dal momento che d'ora in poi esami e visite verranno svolte nelle cliniche e negli studi privati. A che cosa serve questo colpo di mano che premia pochi privilegiati, penalizza la stragrande maggioranza dei medici che lavora nel servizio pubblico e mette a rischio la qualità dell'assistenza ai cittadini?".

Lecco, 20 maggio 2004


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