Il centrosinistra smonta la riforma MorattiIn un convegno organizzato venerdì scorso, 28 marzo, presso la sede di corso Martiri della Banca Popolare di Sondrio l'Ulivo ha smontato pezzo per pezzo l'impianto della nuova scuola pensata dal centrodestra. Ospiti del incontro, a cui hanno preso parte numerosi operatori del mondo della scuola, sono stati Antonio Rusconi, parlamentare della Margherita, Piera Capitelli, deputato dei Ds di Pavia, e Clara Lazzarini dello Sdi, che ha sostituito la senatrice bresciana Maria Rosaria Maneri; a moderare l'incontro è stata chiamata Carla Zanetti, responsabile formazione Ds Lecco. Proprio Carla Zanetti ha avuto il compito di introdurre i lavori: "Questa riforma è nata male e con l'unico obiettivo di smantellare la riforma Berlinguer. Si è scelta la strada della legge delega che ha impedito di fatto il dibattito. E' un contenitore vuoto". Piera Capitelli ha passato in rassegna gli aspetti negativi del nuovo impianto della scuola. Pesante il giudizio sull'anticipo a 2 anni e mezzo: "E' una scelta antipedagogica che dà uno schiaffo a un sistema, quello della scuola dell'infanzia, ottimo. Inoltre si mettono in difficoltà gli istituti. Ma l'aspetto più grave è un altro: l'anticipo è un'operazione vigliacca! Va a intercettare un bisogno reale delle famiglie, ma senza una strategia pedagogico-educativa". Quindi ha preso la parola Antonio Rusconi, coordinatore provinciale della Margherita. Il deputato lecchese è partito anche lui dalla questione relativa all'anticipo scolastico: "Come Anci nazionale abbiamo chiesto ufficialmente di rinviarlo di un anno. Il problema è che mancano le risorse e non si può caricare la riforma sulle spalle dei Comuni. Se la nostra richiesta venisse accolta in pratica la riforma Moratti resterebbe solo sulla carta!". Dopo un cenno alla situazione delle scuole materne paritarie ("Per loro nel 2003 ci saranno meno soldi! E in più sono in grave ritardo gli accreditamenti degli ultimi due anni") è tornato alla carica: "La riforma non è rimasta molto in Commissione Cultura, dove i deputati della maggioranza non potevano neanche parlare! Si è fermata molto più a lungo in Commissione Bilancio". Nella riforma, secondo lo stesso Rusconi, c'è un problema "che il ministro non ha capito" relativo alle date di iscrizione: "Un bambino nato il 1° settembre non avrà l'obbligo di iscriversi alla prima elementare. Questo significa che in prima rischiano di trovarsi bimbi di 7 anni e di 5 anni e 4 mesi! E' evidente poi che rinunceranno all'iscrizione le famiglie più in difficoltà: si rischia la discriminazione". Sul doppio canale licei-istituti professionali ha invece spiegato: "Non sono contrario in linea di principio, ma come si fa ad accettare la proposta del Governo? La scelta a 13 anni e mezzo è prematura. Vedo poi il rischio di una scuola di serie A e una di serie B. Se dovessimo limitarci alle presentazioni ci sarebbe da preoccuparsi: i licei sono stati presentati in pompa magna, mentre degli istituti non si sa ancora niente". C'è poi il problema dell'obbligo scolastico: "Se uno finisce la III media a 14 anni non è costretto ad andare a scuola. Uno quindi o sta a casa o lavora in nero! Non mi sembra una grande idea". E ha concluso: "Nella Finanziaria 2003 sono stati tagliati 465 milioni di euro per la scuola. Se pensiamo che l'abolizione della tassa di successione ha comportato mancati introiti per oltre 500 milioni si capisce tutta la strategia del centrodestra. Al Governo chiedo: "Lasciate in pace il mondo dell'istruzione!". Con la riforma Moratti non esce sconfitto il centrosinistra, ma chi dà l'anima per la scuola e oggi si sente umiliato".Dopo l'intervento di Clara Lazzarini, la parola è passata poi al pubblico per il dibattito e le domande di rito. Lecco, 31 marzo 2003 Tutti gli interventi sulla "riforma Moratti" | |||||||||
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