Riforma Moratti? A Lecco non si può applicareE’ una delle riforme più discusse e contestate del Governo Berlusconi. La Legge Moratti sul riordino della scuola non smette di… creare contestazioni e dubbi. “Siamo alla nona bozza! – commenta Antonio Rusconi, deputato lecchese della Margherita – L’ultimo passaggio sulla riforma della secondaria, per assurdo, non è nemmeno arrivato in commissione. E purtroppo si conferma la linea ispiratrice della riforma che è quella di creare i presupposti per un deterioramento della scuola pubblica statale e dell’intero sistema formativo. I problemi sono molti, ma quello che preoccupa maggiormente è l’approssimazione che aleggia… Prendiamo la nostra provincia: a Lecco è chiaramente impossibile ipotizzare di poter partire a gennaio 2006 con il nuovo sistema”. Il testo definisce nei dettagli il futuro assetto della scuola di competenza statale, i 18 indirizzi degli otto licei, che includono anche i tecnici. “Letizia Moratti ha fretta di chiudere, di salvarsi l’anima dicendo che la riforma scolastica è fatta. Il decreto è stato approvato nonostante l’evidente strappo istituzionale con il sistema delle Regioni e ciò pone in serio dubbio la stessa costituzionalità del provvedimento. Il ministro ha presentato un contenitore vuoto, fatto solo di schema ordinamentale e quadri orari: ma cosa faranno i ragazzi a scuola nel 2006/2007, questo non lo sa nessuno”. E se il tempo non basta, neanche le risorse sono sufficienti: “Si parla di riconvertire professionalmente 780 mila docenti... Se avessero mantenuto l’impegno di quei 16 mila miliardi annunciati da Berlusconi a “Porta a porta” , d’accordo: ma qui ci troviamo di fronte agli spiccioli”. Sul doppio canale, licei da una parte e istituti professionali dall’altra, Rusconi continua a nutrire dubbi: “Sulla carta è una risposta interessante alla credenza tutta italiana a ridurre la cultura alla sfera del sapere, escludendo da essa la dimensione tecnico-operativa del saper fare. Ma ci sono almeno due dubbi: il ragazzo dovrà scegliere a 13-14 anni con il rischio di un appiattimento su logiche di classe sociale. Inoltre quello di dare pari dignità ai due canali appare più che altro come uno slogan. Anche perché, come in tutta la riforma, le risorse non ci sono. E se osserviamo le ore di questi licei tecnologici c’è poco da esultare: quadri orari alla mano l’insegnamento di materie professionalizzanti calerà notevolmente. Pensare di puntare su questi indirizzi riducendo le ore di laboratorio mi pare quanto meno curioso!”. Poi conclude: “C’è poco da festeggiare… La riforma Moratti è completa solo sulla carta. E lì rischia di rimanere con grave danno per studenti, docenti e famiglie!”. Lecco, 3 giugno 2005 Tutti gli interventi sulla "riforma Moratti" | |||||||||
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