Le regioni bocciano la MorattiLe Regioni chiedono ufficialmente al ministro Letizia Moratti di ritirare il decreto sul secondo ciclo. "Non posso che associarmi a questa presa di posizione degli assessori regionali alla formazione e all'istruzione - sottolinea Antonio Rusconi, deputato lecchese della Margherita e membro della Commissione Istruzione della Camera - La riforma del secondo ciclo così com'è non funziona. E' calata dall'alto senza il coinvolgimento di attori importanti come sono ad esempio gli enti locali. E sì che questo Governo continua a definirsi federalista, quando in realtà non fa che continuare a mortificare Regioni, Province e Comuni". E continua: "L'avevamo detto fin da subito: c'è il rischio di un contenzioso di fronte alla Corte Costituzionale. Non basta dire, come fa il ministro, che il testo del decreto tratta solo materie di carattere ordinamentale e quindi di competenza dello Stato e non delle Regioni. Perchè il decreto Moratti impone alle Regioni di adottare misure per l'avvio dei percorsi di istruzione e formazione. Ecco quindi che le Regioni stesse devono essere coinvolte in modo più organico e strutturato e non a giochi fatti". Rusconi torna ad affrontare anche un'altra questione delicata per il mondo dell'istruzione: l'immissione in ruolo di 40 mila precari. "I numeri designati per la provincia di Lecco sono a dir poco modesti. Si tratta di 194 docenti e 31 Ata. E' una goccia nel mare. A livello nazionale si va a coprire poco più del 10% del fabbisogno. E sul territorio non si danno risposte adeguate ai bisogni, soprattutto sul fronte del personale non docente. I proclami del centrodestra non hanno riscontro oggettivo nella realtà dei fatti!. Questo governo, anche sulla scuola, non ha la percezione di quanto succede veramente nel Paese". 13 luglio 2005 Tutti gli interventi sulla "riforma Moratti" | |||||||||
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