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... Appunti di scuola

di Antonio Rusconi

Sono ritornato qualche giorno fa al Parini, l’istituto di cui sono tuttora docente in aspettativa ed il confronto con i colleghi e gli alunni mi è servito per capire che cosa succede realmente dentro la scuola.

Infatti, dopo sei anni di impegno fattivo e continuo nella Commissione Istruzione della Camera, mi resta sempre il rammarico profondo che sono cinque, al massimo sei i componenti che abbiano avuto il privilegio di entrare in un’aula.

Forse per questo tutti sentono il diritto di esprimere le proprie considerazioni, pochi di confrontarsi, magari per arrivare ad una sintesi.

Mi sembra dunque positivo scrivere qualche “appunto”, senza alcuna pretesa di guidare il dibattito, magari solo per riflettere, pensare:

1.Venerdì 30 marzo, con l’approvazione definitiva da parte del Senato, è diventato legge il decreto sulle liberalizzazioni, che contiene anche il ripristino degli istituti tecnici. Anzitutto una premessa: chi grida allo scandalo, perché il provvedimento “blocca” l’attuazione della riforma Moratti per le superiori, dimentica che il rinvio della stessa fu stabilito dal Governo Berlusconi d’intesa con le Regioni, che dunque la riforma non è mai partita, mai attuata e, soprattutto - particolare di cui ci si dimentica spesso - mai finanziata. Personalmente ritengo che la riscoperta del ruolo professionalizzante degli istituti tecnici sia un obiettivo importante contro una pretesa generale “licealizzazione” che anche a Lecco ha causato numerosi problemi di edilizia scolastica, proprio perché (e il mondo imprenditoriale lo sa bene), ci sono ragazzi, anche molto capaci, che decidono a vent’anni di volersi inserire nel mondo del lavoro. Nello stesso decreto viene estesa anche alle scuole statali e paritarie la possibilità di contributi di aziende e privati detraibili fiscalmente, oggi in vigore, ad esempio, per le onlus del sociale e le associazioni sportive dilettantistiche. Passi la considerazione politica di un ostruzionismo politico di quindici giorni da parte della cosiddetta Casa delle libertà su un decreto che portava in Italia un minimo di liberismo, ma forse dovremmo riflettere sul nome che portano alcuni degli istituti tecnici di Lecco, che ricordano aziende storiche del nostro territorio e soprattutto una legame concreto, fattivo tra l’associazionismo imprenditoriale e l’istituzione scolastica. Non potrebbe essere questo un positivo ritorno al futuro?

2.Mentre a livello nazionale si presentano le nuove indicazioni per la scuola dell’infanzia, elementare e media, il Presidente delle Regione Lombardia, Roberto Formigoni, illustra il suo progetto scolastico per la scuola lombarda, rivendicando un ruolo anche sugli istituti tecnici e professionali di Stato e la possibilità dell’assunzione diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolatici. Alcune considerazioni: nessuno vuole discutere le nuove competenze regionali derivanti dall’attuazione della modifica del Titolo V della Costituzione e dunque i requisiti per le qualifiche triennali saranno di competenza delle Regioni, con l’urgenza di un intervento legislativo per gli Istituti professionali di Stato che, non dimentichiamolo, hanno questo ruolo perché sono stati promossi prima dell’avvento politico ed amministrativo delle Regioni, ma i diplomi quinquennali non è in discussione che rimarranno di competenza statale. Non solo, ma l’iniziativa di Formigoni nasce dopo l’intesa della Conferenza delle Regioni con il Ministero dell’Istruzione che va in tutt’altra direzione. A questo punto non capisco, se l’Assessore lombardo Rossoni è stato esautorato, da dove prenderà le risorse il Presidente della Regione dal momento che, dopo l’allargamento dell’Europa a 25, i fondi europei per la formazione professionale sono in esaurimento. Non vorremmo che il tutto si limitasse a una gigantesca operazione mediatica, della serie “vorrei ma non posso”, in una delle Regioni dove vi è la più alta addizionale IRPEF e dove invece sarebbe opportuno distinguere all’interno della formazione professionale il ruolo, fondamentale anche per l’obbligo scolastico, di enti storici che meritano più risorse, rispetto a nuovi istituti chiaramente “clientelari” sempre però ben attenti e informati sulle possibilità di avere contributi.

3.Molte cose sono da migliorare nella scuola italiana, sarebbe però necessaria un’informazione più completa: molti supplenti sono giustamente in attesa vergognosa di essere pagati, sarebbe però opportuno precisare che il taglio delle risorse 2002 - 2006 sulle supplenze fu opera del Ministro Moratti e le scuole sono in questa situazione perché hanno “girato”, per coprire questi pagamenti, fondi destinati ad altro. Ora la coperta è troppo corta e occorre intervenire. Altre lamentele dal mondo delle scuole paritarie: la presidente lecchese dell’AGESC recrimina sul taglio di 55 milioni di €uro al fondo unico sulla parità per il 2007. Tutto vero, peccato che per eccesso di sintesi, nella sua relazione, si dimentichi che prima della finanziaria il taglio, voluto dal Ministro Tremonti, era di 155 milioni ed il sottoscritto, con altri parlamentari, ha la colpa di averne “trovati” 100 in finanziaria e di provare a trovare gli altri 55 nei prossimi mesi.

4.Infine, per “par condicio”: ho letto recentemente numerosi articoli sulla proposta del Comitato di indirizzo della Provincia di Lecco, che per salvare l’autonomia di Calolziocorte “sacrifica il Bovara” come istituto unico con il Badoni. L’Assessore Zanetti opportunamente dichiara di essere “aperta a suggerimenti” e allora mi permetto di far giungere anche il mio: il diploma di geometra offre ancora a tanti giovani l’opportunità di un inserimento produttivo nel mondo del lavoro o, in alternativa, un accesso positivo all’Università. Fermo restando che il polo di Calolziocorte merita l’autonomia anche per la valorizzazione di quel territorio, nutro forti dubbi sul fatto che in tutta la Provincia di Lecco non vi sarà alcun istituto autonomo per geometri e questo, a mio parere, sarebbe un fattore negativo.

Solo alcuni punti per aiutarci a riflettere.

On. Antonio Rusconi - Responsabile Istruzione Margherita


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