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Margherita lombarda: proposte per una scuola migliore

Bocciato il buono scuola, meglio un contributo per abbattere le spese di funzionamento 

Una legge quadro regionale sul sistema integrato di istruzione e formazione che disciplini l'organizzazione dell'offerta formativa secondo le nuove disposizioni costituzionali. E' questa la richiesta avanzata dalla Margherita Lombarda come spiega il deputato lecchese, Antonio Rusconi: "Sono diversi i punti essenziali di competenza regionale. Partiamo dalle scuole dell'infanzia e dai nidi. Sempre più famiglie oggi chiedono di iscrivere i figli ai nidi e alle scuole dell'infanzia. Il nido però non è ancora entrato in una definizione di momento formativo e oggi è collocato nel settore socio-assistenziale. Tuttavia l'anticipo previsto dalla Riforma Moratti impone una riflessione. Noi chiediamo alla Regione di farsi carico delle esigenze di quanti non possono permettersi un nido privato e delle lunghe liste d'attesa per l'accesso alle scuole dell'infanzia". C'è poi il tema del diritto allo studio e dell'integrazione degli alunni extracomunitari: "L'integrazione degli studenti stranieri è una sfida decisiva per l'integrazione delle diverse culture oggi presenti nel Paese. La vicenda della sezione islamica dell'istituto magistrale di Milano impone una riflessione seria sulla creazione, in futuro, di una eventuale scuola islamica paritaria, che rispetti ovviamente le condizioni previste dalla legge 62/2000". Passando alla gestione del personale aggiunge: "Serve una diversa concezione del rapporto tra Regione e la Direzione scolastica regionale: quest'ultima deve diventare sempre più una realtà di supporto alla prima e di garanzia rispetto all'applicazione degli ordinamenti generali fissati dallo Stato". Un tema sempre delicato è quello del finanziamento alla scuola non statale: "Riteniamo che il sistema del buono scuola non sia assolutamente adeguato a garantire sia la qualità dell'offerta formativa che la continuità dell'impresa formativa da parte di quegli enti che non fanno della formazione un'occasione di lucro, ma una missione sociale. Il finanziamento deve avvenire mediante un unico contributo alla riduzione delle spese di funzionamento, comprese quelle del personale, a fronte di un effettivo contenimento delle rette. Il modello più efficace, a nostro avviso, ci sembra quello di una convenzione che preveda obblighi per il gestore e un reale controllo da parte della Regione". Uno snodo essenziale del nostro sistema formativo è rappresentato dal biennio iniziale dell'istruzione secondaria di secondo grado: "Occorre offrire a questa fascia di età una pluralità di sbocchi formativi senza però che nessuno di essi prefiguri l'abbandono precoce del sistema formativo, che a sua volta non può limitarsi alla semplice acquisizione di competenze professionali, ma deve mantenere un profilo culturale di livello. Bisogna prestare attenzione agli scenari per il prossimo anno scolastico. Se come sembra il decreto attuativo della riforma non arriverà, per colpa delle divisioni della attuale maggioranza, occorre garantire che i percorsi triennali sperimentati avviati o da avviare rispondano a precisi requisiti culturali e di qualità e che venga subito definito il percorso successivo per chi volesse continuare la propria esperienza formativa".Infine c'è la questione relativa alla formazione professionale: "Assistiamo oggi a un tempo di ripensamento di questo modello. Guardiamo con interesse all'ipotesi di scansione del percorso di formazione professionale prospettato dall'attuale Giunta, ma chiediamo garanzie sia sul biennio iniziale che sui parametri di accreditamento delle strutture e sulle fonti di finanziamento".

Lecco, 4 novembre 2004


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