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Emendamenti alla finanziaria relativi alla scuola proposti dalla Margherita

Con la presente si trasmettono gli interventi che l’on. Antonio Rusconi, a nome del gruppo della margherita, ha effettuato alla Camera nella seduta del 7.11.2002 sull’art. 25 della Finanziaria riguardante la scuola e, in particolare:

  • emendamento 25.4 - Soppressione dell’articolo
  • emendamento 25.13 - validità progetti pluriennale
  • emendamento 25.38 - licenziamento personale docente inidoneo

Art. 25. (Misure di razionalizzazione in materia di organizzazione scolastica)

  1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 22 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, ed in particolare dal comma 4, le cattedre costituite con orario inferiore all'orario obbligatorio d'insegnamento dei docenti, definito dal contratto collettivo nazionale di lavoro, sono ricondotte a 18 ore settimanali, anche mediante l'individuazione di moduli organizzativi diversi da quelli previsti dai decreti costitutivi delle cattedre, salvaguardando l'unitarietà d'insegnamento di ciascuna disciplina e con particolare attenzione alle aree delle zone montane e delle isole minori. In sede di prima attuazione e fino all'entrata in vigore delle norme di riforma in materia di istruzione e formazione, il disposto di cui al presente comma trova applicazione ove, nelle singole istituzioni scolastiche, non vengano a determinarsi situazioni di soprannumerarietà, escluse quelle derivanti dall'utilizzazione, per il completamento fino a 18 ore settimanali di insegnamento, di frazioni di orario già comprese in cattedre costituite fra più scuole. 
  2. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono fissati i criteri ed i parametri per la definizione delle dotazioni organiche dei collaboratori scolastici in modo da conseguire nel triennio 2003-2005 una riduzione complessiva del 6 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2002-2003. Per ciascuno degli anni considerati, detta riduzione non deve essere inferiore al 2 per cento. 
  3. Dall'anno scolastico 2003-2004 il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario del comparto scuola utilizzato presso i distretti scolastici di cui alla parte I, titolo I, capo II, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, è restituito ai compiti d'istituto.
  4. Il personale docente dichiarato inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, dalla commissione medica operante presso le aziende sanitarie locali, qualora chieda di essere collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti, è sottoposto ad accertamento medico da effettuare dalla commissione di cui all'articolo 2-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 157, come modificato dall'articolo 5 del decreto legislativo 29 giugno 1998, n. 278, competente in relazione alla sede di servizio. Tale commissione è competente altresì ad effettuare le periodiche visite di controllo disposte dall'autorità scolastica. Il personale docente collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti per inidoneità permanente ai compiti di istituto può chiedere di transitare nei ruoli dell'amministrazione scolastica o di altra amministrazione statale o ente pubblico. Il predetto personale, qualora non transiti in altro ruolo, viene mantenuto in servizio per un periodo massimo di cinque anni dalla data del provvedimento di collocamento fuori ruolo e/o di utilizzazione in altri compiti. Decorso tale termine, si procede alla risoluzione del rapporto di lavoro sulla base delle disposizioni vigenti. Per il personale già collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti, il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
  5. Per il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario dichiarato inidoneo a svolgere le mansioni previste dal profilo di appartenenza non si procede al collocamento fuori ruolo. I collocamenti fuori ruolo eventualmente già disposti per detto personale cessano il 31 agosto 2003.
  6. Ai fini di un'equa distribuzione sul territorio nazionale, l'attivazione di posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni di cui all'articolo 40 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è autorizzata dal dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale nell'ambito di un contingente di posti assegnato con il decreto da emanare ai sensi dell'articolo 22, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. 
  7. Fermo restando il disposto di cui all'articolo 16, comma 3, secondo periodo, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, le economie di spesa derivanti dall'applicazione del comma 4 del presente articolo sono destinate ad incrementare le risorse annuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione professionale del personale docente della scuola, subordinata mente al conseguimento delle economie medesime. Gli importi di 39 milioni di euro per l'anno 2004, di 58 milioni di euro per l'anno 2005 e di 70 milioni di euro a decorrere dall'anno 2006, sono destinati ad incrementare le risorse per il trattamento accessorio del personale ATA, previa verifica dell'effettivo conseguimento delle economie derivanti dall'applicazione dei commi 2, 3 e 5. 
  8. Le istituzioni scolastiche possono deliberare l'affidamento in appalto dei servizi di pulizia, di igiene ambientale e di vigilanza dei locali scolastici e delle loro pertinenze, come previsto dall'articolo 40, comma 5, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, aderendo prioritariamente alle convenzioni stipulate ai sensi dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e dell'articolo 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. La terziarizzazione dei predetti servizi comporta la indisponibilità dei posti di collaboratore scolastico della dotazione organica dell'istituzione scolastica per la percentuale stabilita con il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, emanato di concreto con il Ministro dell'economia e delle finanze, per la determinazione degli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario del comparto scuola per l'anno scolastico 2002-2003 da ridefinire anche per tenere conto dell'affidamento in appalto del servizio di vigilanza. La indisponibilità dei posti permane per l'intera durata del contratto e non deve determinare posizioni di soprannumerarietà. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previo accertamento della riduzione delle spese di personale derivante dalla predetta indisponibilità di posti, sono effettuate le occorrenti variazioni di bilancio per consentire l'attivazione dei contratti

Intervento sull'emendamento 25.4

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, stimatissimi colleghi, niente di nuovo sul fronte occidentale, verrebbe da dire come prima espressione laconica e amara rispetto ad una politica della scuola dove continuano, da oltre un anno, ad emergere tagli e diminuzioni di risorse (425 milioni di euro in tre anni, secondo i quotidiani economici); si sopprimono cattedre, sostegno all'handicap, sezioni di piccoli comuni, dove si rinuncia ad investire nella sfida alla modernità e all'innovazione e si ha il coraggio di promettere una scuola migliore tanto da far sembrare scontato e condivisibile il recente commento di Galli della Loggia, pubblicato il 3 novembre scorso, nell'articolo di fondo sul Corriere della Sera

“A tutt'oggi mi pare che il bilancio si riduca al più classico buco nell'acqua: alla testa dell'istruzione, della cultura e della RAI-TV, il trio Moratti, Urbani e Baldassarre ha, infatti, finora brillato per inconcludenze ed evanescenza, per l'assenza dal dibattito pubblico sui molti temi di cui pure le rispettive cariche avrebbero obbligato ciascuno di loro ad occuparsi.”

Chiediamo dunque un saggio ripensamento, una riflessione profonda del fatto e del patto educativo dell'essere scuola, dove fondamentale è rimettere il docente al centro della riforma, con motivazioni educative, ma pure professionali, necessarie per un rapporto educativo con lo studente e la famiglia, dal quale soltanto nasce l'apprendimento e, con esso, la crescita delle persone. 

In particolare, mi soffermerò sull'analisi del primo comma rispetto anche ad una campagna denigratoria che ha fatto credere che vi fossero insegnanti che avevano orari di cattedra, nelle scuole medie superiori, di 18 ore e altri che lavoravano meno. Tutti questi docenti hanno da tempo un orario di cattedra identico di 18 ore che talora comprendeva, per opportunità didattica consolidata, il completamento di una, due o tre ore di attività da svolgersi nei servizi biblioteca, nei progetti pluridisciplinari, nei corsi di lingua straniera integrativi, nelle attività di recupero scolastico per i debiti formativi. 

Allora, si affermi con chiarezza, nello stesso comma, da parte del Governo che questi servizi non si fanno più o saranno disponibili soltanto a pagamento e che inoltre si copriranno molto parzialmente le supplenze brevi, con l'unica certezza, già in parte sperimentata quest'anno, di un aumento consistente dei ricorsi perché le classi vengono private di una parte delle ore di lezione per materia, ore che, paradossalmente, vengono certificate a fine anno. 

Causa inoltre la riduzione dei finanziamenti, in particolare sull’autonomia sulla legge n. 440, diverrà inevitabile una guerra fra poveri, ovvero fra dirigenti scolastici e amministratori dei comuni per recuperare fondi per queste iniziative. Oltre alle spese generali, gli amministratori infatti già da ora sono sin troppo preoccupati per il reperimento di risorse al fine di adeguare le strutture entro il 2004. 

Sono d'accordo come sindaco con quanto detto dall'onorevole Napoli. Vorrei però aggiungere che il gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo ha presentato mesi fa una interrogazione urgente sull'edilizia scolastica, nella quale si chiedeva conto dei finanziamenti e delle risorse su questo punto. Questa non ha avuto risposta, ma non solo: abbiamo inserito nelle tabelle una richiesta di emendamento per rispondere con i fatti a quanto l'onorevole Napoli chiedeva. 

La nostra fiducia è che quanti in questo Parlamento amano la scuola, condividano inquietudini, voglia di pensare, di discutere, e non assecondino meri criteri ragionieristici. La scuola non è una azienda, ma è, e deve continuare ad essere, luogo e strumento di formazione. Personalismi, sussidiarietà ed autonomia sono tre concetti che ci devono guidare con adeguate risorse, affinché in ogni scuola lo studente non viva nella sua solitudine, ma nella solidarietà di una comunità educativa (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). 

Intervento sull'emendamento 25.13

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, con l'emendamento Colasio 25.13 tentiamo di limitare il danno o, per lo meno, di giungere ad una soluzione di buon senso, come si è riusciti a fare in relazione al comma 6 (sull'handicap). 

Si tratta di comprendere nel completamento delle 18 ore di cattedra quel personale docente che già è inserito in progetti pluriennali approvati. Sarebbe, questo, un gesto di stima per il lavoro della classe insegnante, la quale, in questo paese, ha contribuito in maniera determinante - a volte, nonostante la politica! - a mantenere ad un buon livello le condizioni delle nostre scuole. 

Intervento sull'emendamento 25.38

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, mi riferirò in particolare al mio emendamento 25.38. Con questo emendamento si intende sopprimere il comma 4 dell'articolo 25 che dispone, tra l'altro, che il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute - ripeto, di salute: si tratta dei malati - ma idoneo ad altri compiti avrà la facoltà di chiedere di transitare ad altro ente pubblico entro cinque anni. 

Oltre al dato coattivo dell'intervento, preoccupati sembrano essere soprattutto quei docenti che da anni sono proficuamente utilizzati nell'organizzazione e nella gestione delle biblioteche scolastiche e che ora rischiano di veder vanificato il lavoro svolto sino ad oggi. 

Inoltre l'unica ipotesi di economia deriverebbe appunto dalla risoluzione in tronco del rapporto di lavoro. Una prospettiva, quella dell'espulsione dal posto del lavoro di una persona, la cui unica colpa sarebbe quella di essere ammalata, che non dovrebbe essere neppure ipotizzata. 

Si ritiene infine - e su questo mi rivolgo al Governo - che alcune scelte laceranti nel mondo della scuola richiedano la pazienza di un grande patto condiviso e l'equilibrio di una concertazione che rispetti il ruolo e le difficoltà, quali la malattia in questo caso, di ogni persona (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo)

8 novembre 2002


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