Emendamenti alla finanziaria relativi alla scuola proposti dalla MargheritaCon la presente si trasmettono gli interventi che l’on. Antonio Rusconi, a nome del gruppo della margherita, ha effettuato alla Camera nella seduta del 7.11.2002 sull’art. 25 della Finanziaria riguardante la scuola e, in particolare:
Art. 25. (Misure di razionalizzazione in materia di organizzazione scolastica)
Intervento sull'emendamento 25.4ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, stimatissimi colleghi, niente di nuovo sul fronte occidentale, verrebbe da dire come prima espressione laconica e amara rispetto ad una politica della scuola dove continuano, da oltre un anno, ad emergere tagli e diminuzioni di risorse (425 milioni di euro in tre anni, secondo i quotidiani economici); si sopprimono cattedre, sostegno all'handicap, sezioni di piccoli comuni, dove si rinuncia ad investire nella sfida alla modernità e all'innovazione e si ha il coraggio di promettere una scuola migliore tanto da far sembrare scontato e condivisibile il recente commento di Galli della Loggia, pubblicato il 3 novembre scorso, nell'articolo di fondo sul Corriere della Sera. “A tutt'oggi mi pare che il bilancio si riduca al più classico buco nell'acqua: alla testa dell'istruzione, della cultura e della RAI-TV, il trio Moratti, Urbani e Baldassarre ha, infatti, finora brillato per inconcludenze ed evanescenza, per l'assenza dal dibattito pubblico sui molti temi di cui pure le rispettive cariche avrebbero obbligato ciascuno di loro ad occuparsi.” Chiediamo dunque un saggio ripensamento, una riflessione profonda del fatto e del patto educativo dell'essere scuola, dove fondamentale è rimettere il docente al centro della riforma, con motivazioni educative, ma pure professionali, necessarie per un rapporto educativo con lo studente e la famiglia, dal quale soltanto nasce l'apprendimento e, con esso, la crescita delle persone. In particolare, mi soffermerò sull'analisi del primo comma rispetto anche ad una campagna denigratoria che ha fatto credere che vi fossero insegnanti che avevano orari di cattedra, nelle scuole medie superiori, di 18 ore e altri che lavoravano meno. Tutti questi docenti hanno da tempo un orario di cattedra identico di 18 ore che talora comprendeva, per opportunità didattica consolidata, il completamento di una, due o tre ore di attività da svolgersi nei servizi biblioteca, nei progetti pluridisciplinari, nei corsi di lingua straniera integrativi, nelle attività di recupero scolastico per i debiti formativi. Allora, si affermi con chiarezza, nello stesso comma, da parte del Governo che questi servizi non si fanno più o saranno disponibili soltanto a pagamento e che inoltre si copriranno molto parzialmente le supplenze brevi, con l'unica certezza, già in parte sperimentata quest'anno, di un aumento consistente dei ricorsi perché le classi vengono private di una parte delle ore di lezione per materia, ore che, paradossalmente, vengono certificate a fine anno. Causa inoltre la riduzione dei finanziamenti, in particolare sull’autonomia sulla legge n. 440, diverrà inevitabile una guerra fra poveri, ovvero fra dirigenti scolastici e amministratori dei comuni per recuperare fondi per queste iniziative. Oltre alle spese generali, gli amministratori infatti già da ora sono sin troppo preoccupati per il reperimento di risorse al fine di adeguare le strutture entro il 2004. Sono d'accordo come sindaco con quanto detto dall'onorevole Napoli. Vorrei però aggiungere che il gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo ha presentato mesi fa una interrogazione urgente sull'edilizia scolastica, nella quale si chiedeva conto dei finanziamenti e delle risorse su questo punto. Questa non ha avuto risposta, ma non solo: abbiamo inserito nelle tabelle una richiesta di emendamento per rispondere con i fatti a quanto l'onorevole Napoli chiedeva. La nostra fiducia è che quanti in questo Parlamento amano la scuola, condividano inquietudini, voglia di pensare, di discutere, e non assecondino meri criteri ragionieristici. La scuola non è una azienda, ma è, e deve continuare ad essere, luogo e strumento di formazione. Personalismi, sussidiarietà ed autonomia sono tre concetti che ci devono guidare con adeguate risorse, affinché in ogni scuola lo studente non viva nella sua solitudine, ma nella solidarietà di una comunità educativa (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). Intervento sull'emendamento 25.13ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, con l'emendamento Colasio 25.13 tentiamo di limitare il danno o, per lo meno, di giungere ad una soluzione di buon senso, come si è riusciti a fare in relazione al comma 6 (sull'handicap). Si tratta di comprendere nel completamento delle 18 ore di cattedra quel personale docente che già è inserito in progetti pluriennali approvati. Sarebbe, questo, un gesto di stima per il lavoro della classe insegnante, la quale, in questo paese, ha contribuito in maniera determinante - a volte, nonostante la politica! - a mantenere ad un buon livello le condizioni delle nostre scuole. Intervento sull'emendamento 25.38ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, mi riferirò in particolare al mio emendamento 25.38. Con questo emendamento si intende sopprimere il comma 4 dell'articolo 25 che dispone, tra l'altro, che il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute - ripeto, di salute: si tratta dei malati - ma idoneo ad altri compiti avrà la facoltà di chiedere di transitare ad altro ente pubblico entro cinque anni. Oltre al dato coattivo dell'intervento, preoccupati sembrano essere soprattutto quei docenti che da anni sono proficuamente utilizzati nell'organizzazione e nella gestione delle biblioteche scolastiche e che ora rischiano di veder vanificato il lavoro svolto sino ad oggi. Inoltre l'unica ipotesi di economia deriverebbe appunto dalla risoluzione in tronco del rapporto di lavoro. Una prospettiva, quella dell'espulsione dal posto del lavoro di una persona, la cui unica colpa sarebbe quella di essere ammalata, che non dovrebbe essere neppure ipotizzata. Si ritiene infine - e su questo mi rivolgo al Governo - che alcune scelte laceranti nel mondo della scuola richiedano la pazienza di un grande patto condiviso e l'equilibrio di una concertazione che rispetti il ruolo e le difficoltà, quali la malattia in questo caso, di ogni persona (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo). 8 novembre 2002 | |||||||||
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