La scuola nella nuova finanziariaL'on. Antonio Rusconi guarda con preoccupazione all'attuale articolo 18 della finanziaria relativo alla scuola e manifesta due enormi preoccupazioni: si continua una politica di tagli e questo si evidenzia ad esempio nell'abolizione del semiesonero per il Vicepreside per gli istituti con corsi serali e si dimostra di non credere all'attuazione della riforma Moratti, prevedendo in finanziaria una disponibilità di 90 milioni di €uro a fronte degli 8.320 previsti per il quinquennio 2004 - 2008 dal primo decreto legislativo attuativo della riforma del 12.9.2003. Tali concetti sono stati espressi da Rusconi nel convegno organizzato dall'Ulivo lo scorso 21 novembre a Lecco, alla presenza di numerosi insegnanti e dirigenti scolastici. Inoltre - ha ribadito Rusconi - "si addensano nubi sull'iter del primo decreto attuativo della legge 53, che il Governo vorrebbe più spedito possibile. Dalla prima riunione tecnica della Conferenza Unificata Stato - Regioni - Enti Locali per esprimere il prescritto parere, svoltasi il 20 novembre, è venuta una pioggia di critiche. Gli strali della Conferenza hanno riguardato le indicazioni nazionali, il tempo mensa e la dotazione di organico, nonché il meccanismo degli anticipi. In generale sotto accusa è finita la carenza di risorse finanziarie per alimentare quanto previsto dalla riforma. I Comuni sono usciti dall'incontro con la convinzione che l'articolato del decreto potrà essere modificato nelle parti in cui non risulta garantita la presenza degli insegnati nel tempo mensa e la dotazione organica per assicurare un tempo scuola fino a 40 ore settimanali. Le proposte emendative dell'ANCI tendono, tra l'altro, a modificare gli artt. 7 e 10 della bozza di decreto, rendendo esplicita sia la presenza degli insegnati nel tempo della mensa sia una definizione dell'organico di istituto che assicuri non solo le attività didattiche ed educative (891 + 99 ore nella primaria e 891 + 198 nella secondaria) ma anche le attività del tempo mensa. Nello stesso incontro l'ANCI ha svolto una dettagliata analisi delle risorse finanziarie stanziate dalla legge 53 per l'anticipo della scuola primaria. Da tale analisi risulterebbe che, così come le somme stanziate per l'anno 2003/2004 hanno permesso l'incremento di 1472 posti di organico, le somme stanziate per l'anno 2004/2005 permetterebbero l'incremento di circa 2000 posti. Con tali dotazioni, secondo l'ANCI, non solo non sarà possibile dare l'opportunità di opzione ai nati da gennaio ad aprile, ma sarà ben difficile anche accogliere i nati da gennaio a febbraio. Per l'ANCI infatti la richiesta di tale opportunità non può essere stimata sulla bassissima percentuale dello scorso anno, quando le iscrizioni furono aperte dal 18 al 30 aprile, con le scuole chiuse per le vacanze di Pasqua e il ponte del 25 aprile - 1° maggio. Nella scuola dell'infanzia, invece, secondo l'Associazione dei Comuni, le risorse stanziate sono pari a zero. Quindi non ci sarebbe la possibilità di attuare nessuna delle garanzie di qualità a suo tempo concordate (riduzione alunni per sezione, presenza di specifiche professionalità, riprogettazione degli spazi, etc.). Ci sono, inoltre, le liste d'attesa in tutto il centro nord. Insomma, l'anticipo potrà esserci per l'ANCI solo dove si saranno liberati posti a seguito dell'uscita anticipata verso la primaria. Ma la parte più aspra del confronto in Conferenza Unificata ha riguardato le risorse finanziarie. L'ANCI ha denunciato l'assenza di risorse per la generalizzazione della scuola dell'infanzia e la totale mancanza di finanziamenti per i locali, gli arredi, i servizi di supporto, i libri, ecc. Su tali interventi non sarebbe accettabile - ribadisce Rusconi - che siano a carico dei Comuni". Lecco, 25 novembre 2003 | |||||||||
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