Al via una scuola senza certezzeE' evidente che la riforma Moratti non funziona nella scuola italiana: infatti, uno dei simboli della legge n. 53, ovvero la figura del tutor, dell'insegnante prevalente all'interno della scuola elementare, che doveva avere attuazione a partire da settembre 2004, trova notevoli ostacoli e l'opposizione compatta del mondo della scuola.. D'altra parte, l'obbligo di un minimo di 18 ore da parte del tutor senza alcun compenso ulteriore, riporta indietro la scuola al profilo dell'insegnante unico, umiliando professionalità costruite negli anni con corsi di sostegno e studi e relegando di conseguenza altri colleghi al modesto ruolo di "delegati alla mensa". Per questo non stupisce che a pochi giorni dall'inizio della scuola, a Milano, invece che a Roma, nella maggior parte delle scuole elementari si sia deciso di individuare come tutor l'intero corpo docente o di iniziare l'anno facendo a meno di questa figura, in nome dell'autonomia scolastica. Né sembra aver risolto il problema o aver ottenuto lo scopo prefisso, la lettera inviata il 30 giugno scorso a tutti i direttori regionali dal Direttore generale del Ministero, Pasquale Capo, affinché ovunque la riforma venga attuata completamente. Tutto questo si situa all'interno del caos generale per le graduatorie definitive dei docenti precari in attesa di una valanga di ricorsi, la cui situazione rende ancora più inadeguate le 15 mila assunzioni in ruolo previste per il 2004/2005. Comunque un risultato con i nuovi programmi lo si è ottenuto: il caro-libri anche nella scuola dell'obbligo. Lecco, 25 agosto 2004 | |||||||||
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