Rusconi: la scuola italiana non è quella descritta dalla MorattiOrmai sembra essere una caratteristica del centrodestra: descrivere un Paese che non esiste! Mentre Berlusconi parla di crescita l'Italia arranca e i cittadini fanno fatica ad arrivare a fine mese. Lo stesso vale per la scuola: il ministro Moratti parla di problemi risolti e di riforma di successo. Ma il realtà il quadro è decisamente a tinte fosche. "Sinceramente non capisco questi toni entusiastici utilizzati dal ministro Moratti in occasione della presentazione dell'anno scolastico - sottolinea il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi - Non basta elencare qualche numero positivo omettendo invece i molti buchi della riforma. La Moratti si è ad esempio dimenticata di un problema più scottante: la riforma della scuola superiore, bloccata di fatto dalle Regioni. Le condizioni poste dai governatori sono pesanti". Molti i nodi da risolvere: cosa ci sarà alla fine delle superiori? Oggi gli studenti e le famiglie sanno che a un diploma corrisponde una professione. Nel decreto resta un mistero. Secondo: le iscrizioni si aprono a gennaio 2006, chi si iscrive a ragioneria farà il liceo economico? Non si sa. E chi sceglie il tecnico agrario? Mistero. Terzo: il decreto non parla di risorse finanziarie. Chi pagherà la riforma? Quarto: su programmi didattici e orari, quali sono le competenze statali e quali quelle regionali? Buio pesto. Ultimo problema: la modifica del titolo V della Costituzione parla chiaramente della competenza regionale sull'organizzazione scolastica. Il decreto, invece, non ne fa cenno. E le Regioni pongono una condizione irrinunciabile: nessuna sperimentazione prima della conclusione dei tavoli tecnici. Quanto si scioglieranno tutti i nodi? "Impossibile entro il 14 settembre, il giorno prima della Conferenza unificata Stato-Regioni, quando i governi locali dovrebbero esprimere un parere ufficiale sulla riforma. Impensabile prima del 17 ottobre, quando scadrà la delega concessa dal Parlamento al governo. L´ipotesi più accreditata è uno slittamento del decreto a data da destinarsi. E se il ministro Moratti tenterà di forzare la mano le Regioni sono compatte: come ha già fatto la giunta piemontese, vareranno un decreto che blocca qualsiasi sperimentazione nelle superiori". E aggiunge: "Gli studenti e le famiglie non sanno ancora oggi quale scuola superiore li attenderà, a causa della grande confusione sui nuovi licei e istituti professionali. E' di questa preoccupazione che si sono fatti carico gli assessori regionali all'Istruzione e formazione professionale, indicando al ministro la necessità di una profonda revisione del decreto sulla riforma". 7 settembre 2005 Tutti gli interventi sulla "riforma Moratti" | |||||||||
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