La Camera approva la riforma Moratti: Rusconi contrarioMartedì 18 febbraio la Camera ha licenziato la riforma Moratti. Nettamente contrario il parlamentare lecchese della Margherita, Antonio Rusconi. "Il Governo ha ritenuto questo della scuola un provvedimento blindato, indiscutibile. Ci ha chiesto quasi un atto di fede su ipotizzati interventi futuri". C'è poi il problema della copertura: "Non ci sono risorse per questa riforma. Il giudizio sulla congruità della copertura non può che essere negativo: sottostima dell'onere relativo alla scuola primaria, mancate considerazioni rispetto al numero crescente di alunni e alle conseguenze sull'aumento delle classi, mancata valutazione dei costi relativi della scuola dell'infanzia. In pratica con i finanziamenti stanziati sarà impossibile accogliere in nuove classi tutti i potenziali alunni. Infatti, nell'ipotesi che tutti gli aventi diritto si iscrivessero in anticipo, stanti le risorse stanziate dalla maggioranza, circa 64 mila bambini rischierebbero di rimanere fuori. Secondo quali criteri saranno esclusi questi o quei bambini?". E aggiunge una nota polemica: "L'unica discontinuità rispetto al Governo di centro-sinistra è che con questa maggioranza vengono tolti i soldi alla scuola italiana. L'applicazione in due fasi dell'anticipo provocherà non solo due piccole e successive onde anomale nella scuola, ma di fatto rimanderà a livello locale la scelta definitiva creando ulteriore confusione e disagio. L'attuazione della riforma è condizionata "secondo criteri di gradualità e in forma di sperimentazione, compatibilmente con la disponibilità dei posti e delle risorse finanziarie dei Comuni, secondo gli obblighi conferiti dall'ordinamento e nel rispetto dei limiti posti alla finanza comunale dal patto di stabilità". Questo significa che avremo comuni vicini che, alternativamente, come le targhe, attueranno la riforma?" La scelta strategica della riforma proprio non piace a Rusconi: "In mancanza di fondi per attuare la riforma, il problema viene rispedito ai Comuni, che già sono le principali vittime della recente Finanziaria e che già dovranno rispondere indirettamente a ritardi notevoli negli accreditamenti della legge 62 sulle scuole materne non statali risalenti addirittura al 2001. In più i Comuni, entro il 2004, dovranno rispondere degli obblighi sulla sicurezza per le strutture...". Poi continua: "Questa riforma sancisce il fallimento di un progetto che non ha sicurezze, che porterà confusione a scuole e famiglie, che richiederà correttivi continui. Il disegno di legge colpisce e delude quanti, alunni, dirigenti, docenti, ausiliari, genitori, vivono la scuola come grande progetto educativo".Il centrodestra ha accusato l'Ulivo di non avere presentato una relazione di minoranza. Rusconi risponde così: "La nostra è stata una scelta ragionata e consapevole: una riforma della scuola era già stata approvata, la legge 30. Era pronta per essere attuata, con impegni e risorse adeguati. Noi abbiamo chiesto di sperimentarla, di emendarla, di migliorarla". Poi torna all'attacco: "L'Italia ha bisogno di un di più di educazione per affrontare due sfide strategiche, quella dell'innovazione e quella della modernità. Ma in questa riforma Moratti mancano le risorse. Non si certifica la sconfitta del centrosinistra ma l¹umiliazione della scuola italiana valida, seria e competente". Lecco, 19 febbraio 2003 Tutti gli interventi sulla "riforma Moratti" | |||||||||
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