Un intervento dall'On. Antonio Rusconi sulla riforma MorattiLa sintesi di uno dei numerosi interventi effettuati dall'On. Antonio Rusconi nella giornata di ieri 29 gennaio in commissione VII, in merito alla Riforma Moratti. Bollettino delle Commissioni 29 gennaio- pg. 265/266Antonio RUSCONI (MARGH-U) esprime rilievi critici in merito all'inserimento alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 2 della congiunzione "anche", che, riferita ad una formazione spirituale e morale ispirata ai principi della Costituzione, rischia di ingenerare una situazione di confusione sui valori consolidati. Con riferimento alla questione dell'anticipo scolastico, ritiene che le attuali scuole materne non siano nelle condizioni di rispondere in modo adeguato alla norma che prevede la possibilità di iscrivere al primo anno bambini che compiono i tre anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento; inoltre non viene sufficientemente chiarito a quali risorse si potrebbe attingere per assicurare l'applicazione della specifica previsione normativa. Quanto alla possibilità di iscrivere alla scuola primaria i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento, osserva che la facoltà prevista può comportare la presenza in una medesima classe di bambini di età sensibilmente diversa. Ritiene che il problema potrebbe essere risolto con l'iscrizione obbligatoria per i bambini che compiano i sei anni entro il 31 dicembre anziché entro il 31 agosto. Ravvisa inoltre un elemento di contraddizione tra le previsioni volte a favorire l'anticipo scolastico e gli incentivi inseriti nel disegno di legge finanziaria per favorire l'esternalizzazione dei servizi. Esprime quindi la propria contrarietà sul carattere precoce della scelta della formazione professionale, che rischia di evidenziare differenze sociali, culturali ed economiche tra le famiglie. La previsione normativa comporta inoltre la difficoltà di conciliare la formazione professionale biennale, orientata verso le attività produttive, con quella assicurata dagli IPSIA al cui interno trovano maggiore spazio le materie generaliste. Ritiene che, qualora non si sarà provveduto a costruire un canale realmente competitivo, si registrerà una scelta prevalente a favore dei licei. Si sofferma infine sui piani di studio personalizzati nella scuola secondaria di primo grado. Segnala in particolare un deciso ritorno alla tradizione - soprattutto per quanto riguarda l'insegnamento dell'italiano e della storia - il tempo scolastico obbligatorio di 900 ore annue, con una diminuzione complessiva di 90 ore, la scansione interna di due anni, cui si aggiunge il terzo, con conseguente disincentivo allo studio, ed il passaggio del numero delle materie dalle otto attuali ad undici, con relativa compressione della durata delle lezioni. Lecco, 30 gennaio 2003 Tutti gli interventi sulla "riforma Moratti" | |||||||||
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