Democrazie è libertà - La margherita Margherita lecchese online cerca nel sito con Google 
home gruppo scuola comunicati appuntamenti

PD

Camera dei deputati - seduta n. 267 del 18/2/2003

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, questo è un altro nodo fondamentale della riforma, che è rappresentato dalla proposta di anticipo scolastico a due anni e quattro mesi - vorrei sottolineare dal 30 aprile al 1o settembre - per la scuola materna, e a cinque anni e 4 mesi per la scuola elementare. Non si tratta soltanto dell'infanzia rubata, ma della assurdità presente nel testo circa l'obbligatorietà dell'iscrizione fino al 31 agosto e la facoltatività dell'anticipo a partire dal 1o settembre sino al 30 aprile dell'anno successivo.

Questo non è mai accaduto in nessun paese europeo. La facoltatività di quasi un anno di scelta porterà al risultato che vi saranno bambini di 5 anni insieme a bambini di 7, dunque, con quasi due anni di differenza. Pensate al problema degli enti locali e delle scuole materne paritarie e comunali per quanto riguarda le aule del sonno e per il personale ATA che non viene neppure calcolato nella nota tecnica allegata; pensate al personale ausiliario di sostegno che la legge finanziaria ha già tagliato anche per i disabili certificati dalle ASL.

Vedo che in aula sono presenti il ministro e l'onorevole sottosegretario Aprea. Li invito a leggere i documenti delle ANCI regionali e nazionali nonché l'invito, che le assemblee ci stanno rivolgendo in questi giorni, a rinviare l'applicazione almeno fino al 2004-2005 perché i comuni non sono in grado di affrontare tale impegno.

Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 2.210.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rusconi. Ne ha facoltà.

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, parlo a titolo personale. Con questo emendamento mi sembra venga offerto un contributo serio affinché funzioni lo scambio tra i due sistemi e si eviti la presenza di una scuola di serie A, quella dei licei, e una di serie B. Dovremmo, infatti, impedire che, come accade ora, solo il 7 per cento - si tratta di dati ufficiali - scelga il canale della formazione professionale. Appare arduo, dopo i continui tagli alla legge n. 440 del 1997, di cui il Governo è ben a conoscenza, che tale scelta venga incentivata con entusiasmo, stante anche il fatto che già quest'anno numerosi docenti degli IPSIA hanno chiesto il trasferimento ad altri istituti superiori.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 2.210, non accettato dalla Commissione né dal Governo.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). 

(Presenti 405
Votanti 403
Astenuti 2
Maggioranza 202
Hanno votato
169
Hanno votato
no 234).

ANTONIO RUSCONI. Intervengo a titolo personale perché vorrei che ci rendessimo conto tutti, in questa Assemblea, che qualora questo emendamento fosse respinto di fatto la riforma umilierebbe l'autonomia degli istituti.

Si insegue un regionalismo antistorico, che richiama la prossima legge sulla devolution, su cui il Governo, il ministro, il sottosegretario Aprea e la maggioranza, in sede di audizione in Commissione, nonostante le numerose richieste, non hanno fornito alcuna risposta in termini di chiarezza. Inoltre, si umilia il riconoscimento alle autonomie locali previsto direttamente dalla Costituzione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Capitelli 2.218 e Colasio 2.219, non accettati dalla Commissione né dal Governo.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 410
Maggioranza 206
Hanno votato
177
Hanno votato
no 233).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 3.26.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rusconi. Ne ha facoltà.

ANTONIO RUSCONI. È il tipico emendamento - mi rivolgo soprattutto al ministro - con il quale vorremmo capire se la discussione continua ad essere, come in Commissione, una mera ritualità oppure se, dall'obbligo proveniente dalla Commissione bilancio di far tornare il provvedimento al Senato, ne consegue una volontà di migliorare la riforma.

Vorrei ricordare che le preiscrizioni a tutte le classi sono già terminate il 25 gennaio scorso. Quindi, non comprendo la fretta per una riforma che dovrà comunque tornare al Senato. Da parte nostra non si intende banalizzare il valore del comportamento, come fattore educativo fondamentale, ma riteniamo negativo il ritorno ad un atteggiamento anacronistico di rigidità culturale, che avrebbe quale unica conseguenza quella di irrigidire il rapporto educativo tra docente e alunno e di valutare due volte il valore dello stesso comportamento.

È noto, infatti, che attualmente il consiglio di classe, nella sua complessità, decide dell'idoneità degli alunni alla classe superiore anche sulla base della motivazione, dell'interesse, dell'apprendimento e dell'impegno dimostrato.

L'idea di ripristinare un atto punitivo al di fuori di una collegialità, a nostro avviso, esula dalla preoccupazione di educare, cioè di responsabilizzare l'alunno rispetto alle sue capacità.

Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Colasio 5.67.

ANTONIO RUSCONI. No, Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, su questo emendamento e sul successivo emendamento Bimbi 5.68, che non intendiamo ritirare, per informare l'Assemblea della cronistoria di questi due emendamenti.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Brevemente.

ANTONIO RUSCONI. Grazie, Presidente. Si tratta di due emendamenti originariamente riferiti all'articolo 1 che, su invito del ministro e della sottosegretario che erano d'accordo sul contenuto, sono stati trasferiti all'articolo 5: è stato detto che il Governo era d'accordo ma chiedeva che il loro contenuto fosse trasfuso in ordini del giorno perché non c'era tempo per una nuova approvazione da parte del Senato. Ora sta accadendo un fatto gravissimo: il provvedimento dovrà comunque tornare al Senato e, dopo quello che è stato detto in Commissione, si invitano comunque i presentatori, pur essendo d'accordo, a ritirarli.

Riteniamo sia un diritto-dovere di tutti gli insegnanti aggiornarsi e documentarsi sui temi del disturbo di apprendimento degli alunni e sui temi dell'handicap. Si tratta di prestare, nei fatti e non a parole, più attenzione alla persona e alle famiglie in difficoltà e su questo, su un'idea di scuola come comunità educativa, vorremmo ritrovare il Governo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 5.67, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 412
Astenuti 1
Maggioranza 207
Hanno votato
186
Hanno votato
no 226).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bimbi 5.68, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 414
Votanti 413
Astenuti 1
Maggioranza 207
Hanno votato
186
Hanno votato
no 227).

Prendo atto che i presentatori dell'emendamento Grignaffini 5.75 non aderiscono all'invito al ritiro formulato dal relatore per la maggioranza.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 5.75, non accettato dalla Commissione né dal Governo. (Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 413
Astenuti 2
Maggioranza 207
Hanno votato
186
Hanno votato
no 227).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3387 sezione 6).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Rusconi. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI (ore 18,40)

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 7 manifesta chiaramente l'impossibilità da parte del Governo, per la mancanza palese del minimo di risorse adeguate, di dare atto ed avvio alla riforma. È una dichiarazione pubblica che si è resa evidente anche negli interventi in Commissione di autorevoli esponenti della maggioranza che, nel confermare che si trattava comunque di un provvedimento blindato ed indiscutibile, hanno richiesto quasi un atto di fede su ipotizzati provvedimenti futuri, scelta che preferiamo destinare a più autorevoli e più alti scopi. In effetti, basterebbe leggere la nota n. 145 del servizio bilancio dello Stato per scoprire, solo dai titoletti evidenziati, il giudizio tecnico assolutamente negativo sulla congruità delle risorse destinate. Si parla di sottostima dell'esame relativo alla scuola primaria, di maggiore numerosità dei soggetti interessati, mancata considerazione di ulteriori oneri connessi all'aumento delle classi, mancata considerazione degli oneri relativi alla scuola dell'infanzia. Di fatto, possiamo dire oggi che l'unica certezza di discontinuità rispetto al Governo di centrosinistra è che questa maggioranza ha ridotto le risorse ed i fondi della scuola per bloccare la legge n. 30. Ciò è esemplare nella relazione alla nota tecnica del bilancio.

Chiedo al ministro: poiché sono state sbagliate le stime, secondo quali criteri saranno esclusi questi o quei bambini dall'anticipo? Come interpretiamo il comma 4 dove l'attuazione della riforma è condizionata secondo criteri di gradualità ed in forma di sperimentazioni compatibilmente con la disponibilità dei posti e delle risorse finanziarie dei comuni? Avremo un comune che applica la riforma ed il comune vicino che non la applicherà? Andate a rileggervi le note dell'ANCI: mi riferisco al fatto che siete carenti sugli accreditamenti alle scuole paritarie rispetto al 2001, per cui oggi vi è una guerra inutile e dannosa tra enti locali che devono rispondere non di problemi propri, ma delle vostre inefficienze.

Rispetto a ciò vorrei ricordare all'onorevole Vito che non abbiamo presentato una relazione di minoranza perché vi era la legge n. 30 pronta da applicare, con risorse già disponibili e voi vi siete impegnati solo per buttare tali risorse (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! È una responsabilità che prendete davanti a tutte le scuole di questo paese che vi stanno guardando! Questo se lo legga l'onorevole Vito (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania)!

Inoltre, avevo chiesto al ministro di rispondere in aula in merito a due sfide che abbiamo davanti: la sfida all'innovazione tecnologica e quella ad una maggiore educazione. Abbiamo sentito da parte della maggioranza su questi temi un silenzio assordante. Allora, prendetevi tutte le vostre responsabilità per la disattenzione di questi giorni e per la guerra che fate ai comuni dando loro problemi che voi, con il vostro bilancio, non siete in grado di risolvere. I comuni vi chiederanno di rinviare la legge, questo lo sapete benissimo. Non solo, rendete conto alla scuola italiana che oggi non viene sconfitta la legge n. 30 o il centrosinistra, ma vengono sconfitte le intelligenze e le risorse di tante donne e uomini di scuola, viene sconfitta ed umiliata la scuola italiana (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, intervengo brevemente a titolo personale. Tuttoscuola è una tra le riviste via Internet più diffuse in materia ed afferma che con i finanziamenti previsti vi sarà posto per 16 mila alunni in prima elementare. Viene calcolato che 7 mila alunni saranno destinati ad una prima paritaria. Vorremmo sapere se gli altri 64 mila - e secondo quale sorteggio - finiranno in classe o meno. Mi sembra una domanda lecita da parte del mondo della scuola (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.100 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento) accettato dalla Commissione e dal Governo.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 236
Astenuti 167
Maggioranza 119
Hanno votato
229
Hanno votato
no 7).

Avverto che l'emendamento Rusconi 7.48 risulta precluso


Tutti gli interventi sulla "riforma Moratti"

Agosto 2002 Rusconi: "La Moratti? Rimandata a settembre"
Ottobre 2002 Riforma della scuola, a che punto siamo arrivati?
Gennaio 2003 Un intervento dall'On. Antonio Rusconi sulla riforma Moratti
Febbraio 2003 Rusconi: "Sulla scuola la maggioranza continua a pensare ai suoi interessi"
Febbraio 2003 Rusconi: "Sulla scuola la maggioranza ha un atteggiamento vergognoso
Febbraio 2003 La riforma della scuola alla Camera
Febbraio 2003 Camera dei deputati: seduta n. 267 del 18-2-2003
Febbraio 2003 La Camera approva la riforma Moratti: Rusconi contrario
Marzo 2003 Incontri sulla scuola e sulla riforma Moratti
Marzo 2003 Rusconi: "Scuola, la maggioranza è contro la riforma Moratti"
Marzo 2003 Rusconi spiega la riforma Moratti
Marzo 2003 La riforma Moratti: alcuni approcci problematici
Marzo 2003 La controriforma Moratti
Marzo 2003 L'ulivo da i voti alla riforma Moratti
Marzo 2003 Il centrosinistra smonta la riforma Moratti
Aprile 2003 La riforma Moratti ha un'unica conseguenza: togliere risorse alla scuola!
Agosto 2003 Marcia indietro della Moratti sulla riforma
Settembre 2003 C'era una volta la riforma
Gennaio 2004 Audizioni sul primo decreto attuativo della riforma Moratti
Aprile 2004 A proposito della riforma
Dicembre 2004 Un'altra proroga per la legge Moratti
Gennaio 2005 Rusconi boccia la riforma del secondo ciclo
Febbraio 2005 Rusconi contro i tagli alle ore di ginnastica e di musica
Giugno 2005 Riforma Moratti? A Lecco non si può applicare
Luglio 2005 Le regioni bocciano la Moratti
Settembre 2005 Rusconi: la scuola italiana non è quella descritta dalla Moratti
Ottobre 2005 Approvato il decreto, sulle scuole superiori una riforma "virtuale"
Novembre 2005 Scuola, discriminazione per gli istituti tecnici dalla riforma Moratti
Giugno 2006 Scuola, sospesa la sperimentazione dei licei

 


home appuntamenti comunicati documenti circoli dibattito link contatti sommario

note tecniche

Accessi dal 12 agosto 2002: