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Rusconi boccia la riforma del secondo ciclo

Il progetto di riforma del ministro Moratti continua a raccogliere obiezioni e contestazioni. Anche il parlamentare lecchese della Margherita, Antonio Rusconi, membro della Commissione Istruzione della Camera, va all’attacco: “Il riordino ipotizzato dalla bozza di decreto attuativo per la riforma del secondo ciclo non mi piace. Così come non può piacere alla stragrande maggioranza degli italiani, ai docenti e alle famiglie. Se il decreto resta inalterato si rischia di dare alle nuove generazioni un’esperienza scolastica non incisiva. E’ sbagliata la scelta precoce dell’indirizzo di studi. Così come respingo questa visione degli istituti professionali come scuola di serie B. Era un timore che avevamo fin dall’inizio: purtroppo adesso rischia di diventare realtà”.

Le domande che nascono leggendo le bozze della Moratti sono molte: “Dove sono le famose «3i» annunciate in campagna elettorale nel 2001? Se prendiamo le scuole primarie le ore di Inglese vengono ridotte. Di informatica, poi, non si parla neppure, se non per collocare gli insegnanti di Educazione Tecnica le cui ore di lezione sono state tagliate di un terzo. E in più di taglia anche il monte ore per l’Italiano nelle scuole medie”.

Allo scempio per le primarie si aggiunge quello per le scuole secondarie di II grado: “Ci sono tante, troppe, specializzazioni. A parte il caso di Filosofia, inserita anche nelle scuole tecniche con una compatibilità quanto meno dubbia, Latino, Storia, Diritto, Economia aziendale, Educazione fisica e molte altre discipline vengono decurtate dall’organico di diritto e, forse, inserite come materie facoltative o opzionali”. Guardando ai licei poi tre aspetti balzano agli occhi: “Si parla di potenziare le lingue poi invece si penalizza allo scientifico l’inglese, visto che la riforma prevede che le due lingue straniere abbiano lo stesso numero di ore che prima aveva solo l’inglese! Al classico poi viene tagliato l’italiano: in quarta e quinta ginnasio infatti si passa da 5 a 4 ore settimanali. E sono gravi anche le penalizzazioni del latino. Al classico, in quarta e quinta ginnasio si scende da 5 a 4 ore. Ancora più pesante la situazione allo scientifico dove nei primi tre anni si passa da 4 a 2 ore settimanali e nell’ultimo anno, addirittura, il latino scompare del tutto!”. C’è poi il singolare caso degli istituti commerciali: “Siamo all’assurdo. La riforma prevede un taglio drastico in una materia fondamentale come Economia aziendale. Al biennio 0 ore, contro le 2 attuali, mentre al terzo, quarto e quinto anno ci saranno solo 3 ore contro le 9 attuali. Per un istituto come questo che prepara ragionieri è una scelta senza senso”. Sugli istituti professionali è netto: “Il decreto, così come è, crea un netto squilibro, penalizzando la formazione professionale e chi la sceglie. L’istruzione tecnica rischia di restare in mezzo al guado”. Poi conclude: “Il giudizio complessivo sulla riforma non può che essere negativo. Basta con queste promesse non mantenute. E’ questo il progetto per una scuola di qualità? E’ questo il modo di formare giovani e di prepararli al mondo del lavoro?”.

26 gennaio 2005


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