Lettera a Formigoni sulle prospettive del sistema scolastico
Egregio Signor Presidente, la Lombardia è una regione dal sistema scolastico competitivo eccellente se confrontato su scala nazionale, ma che deve affrontare sfide sempre più impegnative con altri sistemi sia in Europa che nel mondo. Si tratta di sfide dall’esito non predefinito che la nostra forte tradizione industriale non ci garantisce di vincere per meriti acquisiti nel passato, perciò la qualità della nostra risposta sarà decisiva. La tempestività e l’intensità della nostra reazione saranno altrettanto decisive. La qualità è determinata anche dal possesso delle conoscenze e queste sono direttamente dipendenti dal sistema di istruzione e di formazione dei nostri ragazzi/e oltre che dalla capacità di riqualificare chi deve reimmettersi nel mercato del lavoro per processi di mobilità. La scuola è quindi un’arma per competere e va curata in modo particolare. Stiamo invece assistendo a una riduzione del personale che influirà direttamente sulla qualità, tempestività ed efficacia del sistema scolastico oltrechè sulle sperimentazioni e sul “tempo scuola”. La scuola inoltre è il primo gradino dell’integrazione multietnica e la nostra regione ha bisogno di tanto lavoro immigrato. Una regione guida, ricca come la Lombardia nei suoi programmi scolastici e di formazione professionale, non può inoltre permettersi di trascurare le fragilità, i diversamente abili, gli over 40, le donne con famiglia, il reinserimento dei grandi infortunati, ecc. Il disagio che da mesi stanno manifestando gli addetti al sistema di istruzione va inquadrato in questa realtà e non può che richiedere un intervento forte ed adeguato della nostra regione per dare un segnale di inversione di tendenza. In una regione che vede concentrati i fenomeni di cui sopra, occorrono criteri di impostazione e di investimento adeguati alla realtà che dobbiamo affrontare. Perciò chiediamo di mettere fra le priorità immediate la costituzione di un tavolo di reale e concreto confronto con la partecipazione del sistema scuola per arrivare ad un vero e proprio patto regionale per lo sviluppo della conoscenza. Cioè un progetto a sostegno della “scuola arma per competere”. Inoltre occorre fare tutte le pressioni possibili sul Governo perché dia risposte alla mancanza di personale e di risorse. Diversamente significherà subire burocraticamente i tagli ed ammettere che non ci sono le condizioni per parlare di riforma della scuola, ma solo quelle per una involuzione della scuola che ci procurerà problemi gravi. Le chiediamo su tutto questo di organizzare in Consiglio o in Commissione un confronto diretto con il Governo e con il Ministro competente per verificare la possibilità di impegni che cambino l’attuale prospettiva. In attesa di ricevere una risposta di merito, La salutiamo cordialmente. I Consiglieri Regionali
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