AL BUCO! AL BUCO!
Il buco che non c'è!
Appena insediato, il Governo ha inventato la favola del
"buco", come ai bambini si racconta la favola del
"lupo". Prima 60.000 miliardi di meno, poi 25.000, poi
35.000: un balletto di cifre privo di ogni fondamento, come
ufficialmente si è poi dovuto ammettere, e come aveva già notato
la Commissione Europea.
Ancora oggi, a distanza di un anno, qualche esponente del
Governo, ogni tanto torna a gridare "Al buco!", ma è
solo per paura che cresca il malumore dei cittadini per le
promesse non mantenute. Il "buco" non c'entrava niente e
non c'era: era, e resta, uno sgradevole espediente di propaganda
politica.
I conti intanto peggiorano
I fatti che stanno accadendo sul versante della finanza
pubblica sono intanto preoccupanti: norme di spesa senza
copertura, entrate e risparmi sovrastimati (cioè gonfiati), spese
sottostimate (cioè "dimagrite"), mancata indicazione
delle voci di bilancio che garantiscono gli impegni sul versante
della spesa, invenzioni di strumenti di governo della spesa
"originali" (si fa per dire) ai fini della trasparenza
del bilancio pubblico.
E la finanza diventa sempre più…
"creativa"
Al peggioramento dei conti pubblici il governo oppone un
ottimismo che nega l'evidenza (come nel caso dell'abbassamento
della crescita) ovvero che si fonda sull'invenzione di strumenti
di governo dei flussi di finanza pubblica che suscitano serie
perplessità ai fini di una corretta trasparenza del bilancio
(come nel caso della creazione delle due nuove società pubbliche,
"Patrimonio SpA" e "Infrastrutture SpA). Vi è il
fondato timore che la cosiddetta "finanza creativa" di
questo governo si ridurrà a delle operazioni di cosmesi destinate
ad essere smascherate e bocciate dall'Europa (con perdita
ulteriore della nostra credibilità).
LE BUGIE HANNO LE GAMBE
CORTE!
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